Mytech

Auto a guida autonoma: come scegliere chi salvare in caso di incidente

In presenza di un ostacolo è più giusto sterzare per salvare i passeggeri a bordo o evitare a tutti i costi di investire i pedoni sul marciapiede? Consultate due milioni di persone. Le risposte su alcuni dilemmi morali cambiano a seconda dell'area geografica

Guida autonoma

Marta Buonadonna

-

Quando una grande quantità di auto che percorrono le nostre strade si guideranno da sole, senza bisogno dell'intervento umano, dovranno certo rispettare segnaletica e regole della strada, probabilmente potranno dialogare con altri veicoli e interpretare rapidamente le situazioni nelle quali si trovano. Aspetti positivi: il computer di bordo, che fa andare l'auto, non si distrae, non si stanca, non beve troppo, ergo, dovrebbe garantire che avvengano meno incidenti. Potenziali punti deboli: un computer non prende decisioni di tipo morale, si limita eseguire delle istruzioni precedentemente impartite.

Sono molti i casi in cui un guidatore si trova oggi a dover decidere cosa fare, nel lampo di un secondo. L'esempio più classico è se, in presenza di un ostacolo sulla carreggiata, sia più giusto sterzare per salvare i passeggeri a bordo, o rischiare una collisione, ma evitare così di investire i pedoni sul marciapiede.

E ancora più sottilmente: bisogna salvare i giovani a scapito degli anziani? Meglio sacrificare pedoni singoli per salvare un gruppo? Su come comportarsi di fronte a dilemmi di questo tipo i produttori di auto a guida autonoma dovranno istruire le proprie vetture.

La macchina morale

Per capire come dovrebbero comportarsi secondo l'opinione comune, un gruppo di ricercatori del MIT Media Lab di Boston, in collaborazione con colleghi di Harvard e di altre università francesi e canadesi, hanno lanciato un sondaggio online su una piattaforma chiamata "The moral machine".

Gli autori, che espongono i loro risultati sulla rivista scientifica Nature, hanno impostato in dieci lingue 13 scenari di incidente in cui la morte di qualcuno era inevitabile. Agli intervistati (2,3 milioni le persone raggiunte in oltre 200 paesi) è stato chiesto di scegliere a chi risparmiare la vita in situazioni che comportavano un mix di variabili. Per esempio giovani o vecchi, ricchi o poveri, più persone o meno persone. Secondo i ricercatori, i risultati rivelano sfumature culturali che i governi e i produttori di auto a guida autonoma dovrebbero prendere in considerazione se vogliono che i veicoli ottengano l'accettazione del pubblico.

Google, Uber, Tesla, Audi sono tutte aziende che stanno sviluppando o hanno già messo a punto veicoli a diversi livelli di autonomia. Il quiz sulla macchina morale costruito dai ricercatori del MIT ha registrato in un anno e mezzo 40 milioni di decisioni, alcune concordi indipendentemente dall'età dal sesso e dal paese di residenza di chi le ha fornite, altre più variabili in base ad alcuni parametri. Se tutti per esempio concordano sulla priorità di salvare gli umani rispetto agli animali domestici, e i gruppi di persone rispetto agli individui, non c'è una reale uniformità di pensiero a livello globale su altri tipi di decisioni.

La geografia della morale

Analizzando le risposte provenienti da 130 paesi con almeno 100 intervistati ciascuno, gli autori sono stati in grado di formare dei gruppi: quello occidentale con Stati Uniti e diversi paesi europei, che hanno il cristianesimo come religione dominante, quello orientale che include paesi come Giappone, Indonesia e Pakistan, con forti tradizioni islamiche o confuciane, e infine un gruppo del Sud, che comprende l'America centrale e meridionale, la Francia e le sue ex colonie.

E' proprio il gradiente geografico a determinare maggiormente una differenza di opinione su alcuni tipi di decisioni. Il gruppo occidentale, per esempio, ha mostrato una preferenza più forte verso il salvare la vita ai più giovani rispetto al gruppo orientale. Il gruppo del Sud ha invece espresso con maggior forza degli altri due la preferenza per salvare le donne.

Finlandia e Pakistan la pensano diversamente

Vi è poi una differenza anche tra i singoli paesi. I ricercatori hanno scoperto per esempio che in quelli con istituzioni molto forti, come la Finlandia e il Giappone, dove il rispetto della legge è un valore al quale si dà molta importanza, gli intervistati sceglievano più spesso di sacrificare chi attraversa la strada dove non dovrebbe, rispetto a chi rispondeva da paesi come la Nigeria o il Pakistan, che hanno istituzioni più deboli.

Anche nel caso del dilemma su chi salvare tra il riccone da un lato della strada e l'indigente dall'altro, le reazioni sono state diverse. Non sono stati in grado esprimersi né in un senso né nell'altro i finlandesi, che vivono in un paese con una diseguaglianza economica relativamente piccola, mentre la decisione ha polarizzato le opinioni di chi rispondeva dalla Colombia, paese con disuguaglianze sociali ed economiche molto profonde, dove si è data in gran numero la precedenza al più ricco a scapito del più povero.

Anche se difficilmente i risultati del sondaggio potranno essere usati in pratica per istruire le macchine del futuro, possono però aiutare a dare inizio a discussioni pubbliche su questi temi, contribuendo a trovare un consenso sociale il più ampio possibile sui rischi che saremo disposti ad affrontare nell'era delle auto che si guidano da sé.

Per saperne di più

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Piaggio Gita, ecco il trolley-robot a guida autonoma

Tesla: cosa significa per il futuro dell’azienda l’addio al board di Elon Musk

I cambi nel cda controbilanciano la leadership del fondatore, ma la sfida si gioca sui numeri

Commenti