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Audiolibri: perché sono meglio di cinema e tv

Una ricerca inglese spiega come le reazioni emotive siano più forti quando si ascolta rispetto a quando si guarda. Il successo di Audible

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Marta Buonadonna

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Avete mai letto Hanno tutti ragione di Paolo Sorrentino? Se non avete mai ascoltato l'interpretazione che ne dà Toni Servillo nella versione in audiolibro avete vissuto solo metà dell'esperienza.

Vi piace Pennac? Storia di un corpo è un libro eccezionale, ma sentirselo leggere da Claudio Bisio ha tutto un altro sapore. Siete dei fan di David Foster Wallace? Io non lo ero, ma lo sono diventata grazie a Giuseppe Battiston, che legge con un'ironia irresistibile Una cosa divertente che non farò mai più.

Il ruolo dell'attore

Mi considero una lettrice vorace, ma se questo per me sarà l'anno dei record, e lo sarà, è in gran parte merito degli audiolibri, che ho scoperto lo scorso dicembre e che da allora non ho più mollato. Non avevo ancora capito in che cosa consistesse l'abilità dell'attore finché non ne ho ascoltati alcuni leggere libri che non dimenticherò mai, a differenza di parecchi titoli magari altrettanto belli che però ho letto per mio conto.

Servillo è in grado di fare tutti gli accenti, comunicare ogni sfumatura, dare corpo a qualsiasi emozione. Il suo Tony Pagoda, protagonista dello spassoso romanzo di Sorrentino, è vivo e reale come se fosse con te nella stanza dove lo stai ascoltando. Nel mio caso in molti luoghi diversi, dal momento che ascolto gli audiolibri correndo, cucinando, stirando e ovviamente nei lunghi viaggi in auto. I compiti pallosi non sono mai stati così desiderabili come da quando posso riempire quel tempo vuoto e tedioso con un audiolibro. Tagliare le verdure, fare il cambio degli armadi, fare gli addominali sono diventate attività anelate.

Riordinando cassetti, stirando bucati e correndo i lunghi lenti ho ascoltato Sole di mezzanotte di Jo Nesbo, raccontato da Pino Insegno, Stupore e tremori di Amelie Nothombe, letto da Laura Morante, Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti, interpretato da Isabella Ragonese, Montedidio di Erri De Luca, letto da Roberto De Francesco. Mi hanno fatto provare emozioni fortissime, mi hanno distratto e aiutato a passare il tempo negli allenamenti più estenuanti. Insomma questi libri mi hanno intrattenuto molto di più e meglio che se li avessi semplicemente letti, e mi hanno comunicato di più di qualsiasi serie tv, anche la più addictive.

La parola agli psicologi

Oggi finalmente la scienza ha una spiegazione per questo fenomeno. Uno studio degli psicologi dello University College di Londra, che a onor del vero è stato commissionato da Audible, la app di audiolibri di Amazon dalla quale ormai dipendo, ha concluso che questa forma di intrattenimento è più coinvolgente di film e tv.

Per scoprirlo hanno chiesto a 102 partecipanti dai 18 ai 55 anni di ascoltare alcune scene di storie famose di vari generi letterari, dal crime al fantasy, dall'azione ai classici. Hanno voluto valutare il diverso impatto di mezzi di narrazione uditivi e visivi. Tra gli audiolibri selezionati figuravano Trono di spade, La ragazza del treno, Il silenzio degli innocenti, Orgoglio e pregiudizio e Grandi speranze.

Gli studiosi hanno misurato la frequenza cardiaca, la temperatura corporea e la conduttanza cutanea dei soggetti durante l'ascolto degli audiolibri e durante la visione di scene da film o serie tv selezionate per la loro somiglianza in termini di intensità emotiva e lunghezza a quelle ascoltate. "I risultati mostrano chiaramente che l'ascolto di audiolibri produce una reazione emotiva più forte al contenuto rispetto a vederlo su uno schermo, ma quando i partecipanti sono stati intervistati dopo l'esercizio, hanno riferito di essere stati meno coinvolti", spiega Joseph Devlin, uno degli autori della ricerca.

Immaginazione al lavoro

In pratica i partecipanti davano per scontato che vedere le scene filmate li avesse coinvolti di più, ma tutte le loro reazioni corporee raccontavano un'altra storia. Frequenze cardiache più elevate, maggiore attività elettrodermica e temperature corporee ancora più elevate sono state riscontrate durante l'ascolto. Secondo gli autori "le storie erano più cognitivamente ed emotivamente coinvolgenti quando presentate in un formato uditivo. Ciò può essere dovuto al fatto che ascoltare una storia è un processo più attivo di co-creazione (attraverso l'immaginazione) che guardare un video".

Quando ascolti un audiolibro, mentalmente devi fare tutto il lavoro per visualizzare la storia nella tua mente, mentre quando guardi un film o un telefilm  vivi un'esperienza più passiva. "Questa prima fase della ricerca dell'UCL conferma ciò che milioni di ascoltatori Audible già sanno", ha commentato il fondatore e CEO di Audible Don Kats: "la parola parlata affascina, intrattiene, ispira e, soprattutto, ci commuove come nient'altro". 

Come nota a margine vi dirò che, dopo sei mesi di frequentazione degli audiolibri, scelgo quelli da ascoltare valutando al 50% il titolo e al 50% la voce. Ognuno ha le sue preferenze, ma se Bisio, Servillo o Insegno anche leggessero l'elenco telefonico di Milano, state pur certi che io me lo scaricherei e me lo ascolterei, grata, pulendo il frigorifero. 

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