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Asus lancia il notebook del futuro: due schermi per raddoppiare la produttività

Svelato a Taipei ZenBook Duo, un pc portatile con un secondo display sopra la tastiera fisica. A chi è utile

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Marco Morello

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da Taipei

Mentre altri produttori si cimentano con schermi pieghevoli, Asus interpreta la flessibilità in senso non fisico ma altrettanto letterale, utile e sorprendente: nella conferenza stampa che precede la fiera del Computex e celebra i primi trent’anni di storia dell’azienda, stupisce la platea svelando un computer portatile con un secondo schermo posto sopra la tastiera fisica. Un generoso spazio tutto touch, in cui far girare varie applicazioni in contemporanea, che supporta ciò che avviene sul display principale ed estende con intelligenza il concetto di multitasking. Di più operazioni da svolgere insieme. Ossessione e necessità del mondo contemporaneo in cui gli uffici sono usciti dai loro confini fisici e sono in movimento, dentro treni e aerei, o dovunque ci sia una connessione internet a portata d’antenna.

Due interpreti della medesima visione

L’evoluzione del notebook, o almeno la sua prima generazione, vive in due modelli. Il primo, lo ZenBook Pro Duo, con un display principale da 15,6 pollici Oled 4K e il secondo da 14 pollici sempre in 4K. Entrambi sono touch. Sembra pensato soprattutto per grafici, chi lavora con i video o comunque vuole avere una superficie visiva generosa senza mettere al primissimo posto la portabilità. La versione più compatta, lo ZenBook Duo, pesa appena un chilo e mezzo (contro i 2,5 del Pro), ha uno schermo principale da 14 pollici in formato 16:9 e il secondo da 12,6 pollici, solo quest’ultimo touchscreen. Entrambi però, di base, funzionano in maniera similare: lo schermo superiore è quello di un classico notebook, lo si può usare come si crede. In quello inferiore, si può far girare un'altra applicazione, come nell’esempio qui sotto.

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– Credits: Marco Morello

Così, si consulta un sito web e intanto si legge la posta elettronica. Oppure, come illustra quest’altra immagine qui sotto, si naviga tra le cartelle, si ha sempre una pagina del browser internet aperta e intanto si compila una presentazione.

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– Credits: Marco Morello

Respiro per gli occhi

I benefici sono evidenti, soprattutto a chi si trova a dover creare contenuti in mobilità e deve impazzire in uno sfibrante gioco all’incastro, rimpicciolendo i documenti in uno spazio minimo, cercando (e a fatica trovandolo) un equilibrio tra l’editor dei testi e il documento da cui si pescano le informazioni, oppure tra una tabella da riprodurre e il foglio Excel, tra le varie clip che formeranno un video e le funzioni per il montaggio. Asus allarga il campo, lo trasforma in una semi-prateria. O evita il balletto tra finestre da aprire e chiudere in maniera schizofrenica: possiamo tenere la posta sullo schermo grande, far partire Spotify in quello sopra la tastiera, o Netflix o YouTube o qualsiasi cosa possa piacerci come sottofondo d’intrattenimento. L’ambiente è Windows, non ci sono limiti ai software che possono alternarsi sui due display.

L’intuito come spirito guida

«È tutto molto semplice da usare, si può prendere un programma dallo schermo superiore e trascinarlo giù per continuare a utilizzarlo sul secondo schermo. Oppure vedere lo stesso contenuto contemporaneamente su entrambi i display» ha spiegato Y. C. Chen, Pc product director di Asus. E grazie ai «task group», si possono memorizzare insiemi di programmi che partiranno contemporaneamente quando verranno richiamati. La configurazione tipica del lavoro è Word sullo schermo grande, la posta e il browser internet affiancati sotto? Nessun problema: ZenBook Duo lo memorizzerà e li renderà disponibili in contemporanea schiacciando un solo tasto virtuale. Quando guardate una serie tv su Netflix, intanto chattate con gli amici e magari date un’occhiate ai cinguettii? Sopra lo streaming, sotto WhatsApp e a fianco Twitter. Basta salvare questo duo in «task group» e partiranno all’unisono. Com’è evidente, le combinazioni sono tantissime e rendono molto più versatile il computer.     

L’evoluzione di sé stesso

Giusto un anno fa, al Computex del 2018, Asus aveva presentato «Project Precog», un computer dotato di due schermi touch di grandi dimensioni, in cui però la tastiera non era fisica ma virtuale e compariva quando ce n’era bisogno, per esempio avvicinando le mani alla parte inferiore del display di sotto. La soluzione era senz’altro interessante, ma avrebbe potuto scontentare chi deve scrivere lunghi documenti, e-mail e simili ed è abituato al feedback dei tasti fisici. Con questa strada, metà tastiera e metà display nella parte inferiore, l’azienda non chiede sacrifici e rinunce a chi si aspetta un’esperienza tradizionale dell’uso del portatile, con in più la sorpresa di un valore aggiunto. L’idea sembra destinata ad attecchire, a essere l'apripista di una tendenza. Richiama in parte quella di HP con il suo Omen X 2S, pensata per il gaming e svelata due settimane fa. Declina inoltre meglio quello che ha abbozzato in parte Apple con la sua Touch Bar. Quella è una strisciolina di schermo che, per quanto versatile, è comunque limitativa. A confronto, qui c’è una pianura touch sulla quale operare. Con una segmentazione del mercato che avviene in partenza grazie alla presenza di due macro modelli.

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Il design dello ZenBook Pro Duo – Credits: Asus

Due taglie per diversi bisogni

La versione top di gamma esagera con definizione e nitidezza, con il touchscreen Oled 4K UHD (3840x2160) superiore e ancora un 4K nella parte inferiore (3840x1100), un touchpad che all’occorrenza diventa tastierino numerico, come visto in altri modelli targati Asus. Si tratta della soluzione premium pensata per chi vuole sfruttare il meccanismo senza alcun compromesso, in una taglia superiore. La variante con i 14 pollici sullo schermo superiore è più portatile ma ripropone la stessa versatilità e duttilità di quello che Asus definisce il computer del futuro. Di sicuro siamo davanti a un notevole elemento di discontinuità rispetto al passato, una ventata d’aria fresca che non è solo un orpello formale o stilistico, ma sembra assolutamente piena di senso.

Il motore sotto i cruscotti

Con tanta abbondanza di spazio di lavoro, ZenBook Pro Duo non si risparmia sul piano delle prestazioni, grazie alla presenza dei processori che arrivano fino alla nona generazione Intel Core i9, con una ram fino a 32 giga. Un mostro di potenza. ZenBook Duo ha invece un Intel Core i7, considerato il top di gamma nelle proposte di molti competitor. «Un dispositivo con il doppio schermo è una perfetta macchina per la produttività» ribadisce Y.C. Chen. Mentre Clinton Marrs del centro di design di Asus, mette l’accento sul look del computer, che trasmette allo stesso tempo eleganza e solidità grazie alla sua scocca in alluminio con un effetto lucido che gioca con i riflessi di sole o illuminazione artificiale conferendogli un certo pregio.

Prezzi e disponibilità

Asus non si sbilancia ancora ufficialmente, se non per il fatto che entrambi i modelli arriveranno sul mercato italiano entro la fine dell’anno. Una data precisa non è disponibile. Capitolo prezzo, siamo nel terreno dei super top di gamma. I modelli di altissima fascia della casa asiatica viaggiano intorno ai 2.700 euro, dunque potrebbe essere un sensato metro di paragone. Non c’è nessuna ufficialità. Com’è ovvio che per la versione più portatile l’esborso sarà sicuramente inferiore. Di nuovo, non sono stati dati ordini di grandezza precisi. Di sicuro è un investimento sensato per chi vuole aumentare la sua resa in movimento, con un’esperienza d’uso del tutto simile a quella che si può avere a casa o in ufficio utilizzando in contemporanea due schermi. E ossequia il posizionamento premium di un form factor che scardina le abitudini morfologiche consolidate.

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Lo ScreenPad 2.0 – Credits: Asus

Evoluzione della specie

La stessa logica è riportata e riproposta in scala ridotta da Asus con lo ScreenPad 2.0, l’edizione aggiornata del touchpad che diventa uno schermo. L’azienda crede talmente tanto nella sua intuizione che intende estenderla un po’ a tutta la sua gamma: nei nuovi ZenBook da 13,3 e 14 e 15,6 pollici, come in una loro variante celebrativa per festeggiare i trent’anni (lo ZenBook Edition 30, con display da 13,3 pollici FHD, rifinito con pelle italiana selezionata a mano). Ma anche nei VivoBook S14 e S15, linea che strizza l’occhio a un pubblico di Millennial. L’idea è far beneficiare di questa trovata anche a chi non ha la capacità di spesa o la necessità di potenza di un top di gamma.

Più spazio per sé

«Lo schermo principale è per il tuo capo, il secondo è tutto per te» dice scherzando (ma fino a un certo punto) Y. C. Chen. Perché sul secondo display secondario «si può vivere un’esperienza simile a quella di uno smartphone». E dunque, toccando piccole icone, da aggiungere e rimuovere in un attimo secondo il proprio gusto, si ha modo di lanciare il player musicale o vedere video, dare un’occhiata alle previsioni del tempo o alla valuta di un Paese straniero, «aumentare» l’esperienza del programma principale in esecuzione. Per esempio, avere rapido accesso ai tasti per ingrandire o rimpicciolire un carattere. O, di nuovo, tenere subito a portata di dito Skype, WhatsApp, i propri social network preferiti. E senza traumi sul piano dell’autonomia, giacché questa seconda generazione è stata progettata per durare 2,5 volte in più rispetto alla precedente, toccando un uso teorico massimo di 9 ore con il secondo display acceso. Ecco: ScreenPad 2.0 fa, in piccolo sotto la tastiera, quello che ZenBook Pro Duo e ZenBook Duo fanno in grande sul loro secondo schermo, che non a caso si chiama ScreenPad Plus. Secondo Asus, la doppia visione in chiave multitasking è l’architrave del pc del futuro.

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