Vodafone 5G
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Il 5G sarà una rivoluzione (e non solo per le velocità di connessione)

Vodafone spiega i vantaggi del nuovo standard di rete. E annuncia il suo primo ecosistema di Sim destinate agli oggetti connessi

Lo scorso 30 ottobre, a Milano, Vodafone ha effettuato la prima connessione 5G tutta italiana: un trasferimento dati a una velocità di download paria 2.7 Gigabit al secondo, e con una latenza di poco superiore al millisecondo, realizzato su un apparato di rete messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Il risultato, ancorché frutto di un test pilota, è comunque significativo del passo in avanti che questa tecnologia sarà in grado di portare in dote. Sul piano della velocità, certo, ma non solo. Il 5G, infatti, nasce per consentire a tutte le applicazioni che si basano su connessioni mobili di fare un salto qualitativo, oltre che quantiativo.

Non a caso si parla dello standard che ci traghetterà in modo pieno e consapevole verso l’Internet delle Cose (IoT). Perché è evidente: se, come tutto lascia pensare, nel giro di pochi anni saremmo letteralmente sommersi da un universo di oggetti intelligenti e connessi, occorrono connessioni più evoluti, e capaci.

Uno spettro più ampio. E più nobile

"Sul fronte radio si tratta di un vero e proprio passaggio di testimone dal 4G, che ci porterà dall’attuale gigabit ai 10 Gbps e oltre", ha spiegato Fabrizio Rocchio, CTO di Vodafone Italia. Merito di una maggiore disponibilità di spettro ma anche di una tecnologia - denominata Massive MIMO - che permette di effettuare trasferimento dati in parallelo da terminale a rete e viceversa.

A garantire un ulteriore miglioramento della qualità delle comunicazioni sarà il passaggio alla banda dei 700 Mhz (laddove oggi sono allocate buona parte delle frequenze televisive). "Questo spettro", sottolinea il responsabile Vodafone, "ha una sensibilità più elevata rispetto alle alte frequenze e ciò consente di avere una maggiore penetrazione all’interno degli edifici chiusi, coprendo ampie aree territoriali con minor dispendio di infrastrutture".

Latenza addio

Ma il vantaggio principale del 5G sta forse nella riduzione dei tempi di risposta delle connessioni, quella che in gergo si definisce latenza. La promessa del 5G è quella di un ritardo al millisecondo, contro i 20/30 ms di oggi.

Perché tutto questo è importante?  Per coordinare tutte quelle applicazioni nelle quali ogni istante conta. Ad esempio quelle su cui si basa l’auto connessa. "Non possiamo pensare a un mondo popolato da vetture connesse o addirittura a guida autonoma senza connessioni in grado di ridurre al minimo i tempi di risposta", ci spiega Rocchio. "Le informazioni provenienti dai sensori o dalle altre auto devono arrivare nei nostri abitacoli in tempo utile per garantirci - o garantire alla macchina stessa - di prendere una decisione adeguata".

Più parco nei consumi

Non tutte le connessioni - va detto - avranno bisogno di un livello così alto di reattività. Il 5G è stato infatti sviluppato per tutte le applicazioni che prevedono al loro interno un trasferimento di dati. E per adattarsi in modo dinamico alle singole richieste, riservando uno spicchio di rete ad alte prestazioni a quelle più onerose.

Questo aspetto, unito a un monitoraggio più efficiente delle risorse utilizzate, permetterà tra l’altro di ridurre i consumi energetici. Con il 5G - chiarisce Vodafone - il dato non verrà monitorato in continuo, ma solo quando effettivamente utilizzato.

Ecco le applicazioni che ne trarranno (più) vantaggio

La lista delle applicazioni che guardano di buon occhio all’avvento del nuovo protocollo è davvero lunga. E comprende - oltre al già citato fronte delle auto connesse - settori come gaming, istruzione, sicurezza, industria, infrastrutture urmabe.

Per la sua fase di avvio, Vodafone ha individuato 7 specifici campi d’azione (Health and Wellbeing, Education & learning, Energy-Smart Grid-Smart Citiy, Automotive and Mobility, Industry 4.0, Security & Surveillance) che serviranno per indirizzare i primi progetti concreti (circa una quarantina di use case) basati sul nuovo standard.  Ma soprattutto si è aggiudicata il bando per la sperimentazione del 5G per la città metropolitana di Milano, che diventerà così una delle prime città europee a testare sul campo il 5G e i benefici che possono derivare da una gestione intelligente dei servizi e dei beni essenziali per i cittadini, come acqua, energia, rifiuti.

Una nuova idea di SIM

Il proliferare degli oggetti connessi - nel 2020/21 saranno il 13 miliardi contro gli attuali 7.2, dovrà necessiamente combinarsi con una revisione del modello di fruizione del bene nei suoi componmenti fisici, come ad esempio le SIM card. Al posto di tante unità indipendenti, Vodafone immagina un vero e proprio ecosistema di schede gestibili da un’unica interfaccia e con addebito in una singola fattura.

Il primo step di questa visione “olistica” è quello delle cosiddette V-SIM, schede dati specificatamente pensata per funzionare con i prodetti connessi della linea V by Vodafone (una video camera di sicurezza, un traker per valigie, un collare intelligente per animali domestici e una black-box per la connessione delle auto) e venduta con tariffe da 3 a 5 euro al mese.

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