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Windows 8, tre cose da cambiare

Dal ritorno del pulsante start all’avvio in modalità desktop ecco quali sono le migliorie sulle quali Microsoft sta lavorando in vista del primo importante aggiornamento del suo sistema operativo, nome in codice "Blue"

Samsung ATIV Tab (1)-resized

– Credits: Samsung

Aiuto, il PC sta morendo. Da qualche giorno a questa parte sembra quasi che il mondo abbia scoperto di poter fare a meno del buon vecchio personal computer. Sono bastati due trimestri in negativo per far scattare l’allarme.

Il problema in realtà è ben più complesso. Se è vero che il PC non ha più il fascino di una volta non si può ridurre il tutto alla lotta di classe con il mondo dei tablet. C’è chi pensa ad esempio che il PC in veste classica stia soffrendo anche per demeriti propri, e in particolare per colpa del sistema operativo al quale deve il suo successo, Windows.

Proprio così, nella sua ultima versione – Windows 8 – il sistema operativo di Microsoft non piace, o meglio non convince a pieno. Ne è convinto, fra gli altri, l’istituto di analisi Data Corp che vede proprio nella piattaforma lanciata da Redmond a inizio autunno una delle cause principali del drastico calo della domanda dei PC (oltre il 14% negli ultimi tre mesi). Ma lo dimostra anche il numero di licenze vendute finora da Microsoft, circa 100 milioni, una cifra modesta per chi fino a poco tempo fa partiva con l’ambizione di sbancare su tutti i fronti, dal fisso al mobile.

Già, ma quali sono i problemi di Windows 8? Consumatori e addetti ai lavori sono pressoché concordi nel ritenere che Microsoft abbia fatto il passo più lungo della gamba, che abbia cioè cercato di imporre un cambiamento troppo drastico nelle abitudini degli utenti, e in particolare di quelli desktop.

Windows 8 – lo abbiamo scritto a suo tempo – è stato pensato per essere il baricentro fra due mondi al tempo stesso vicini e lontani, desktop e tablet, per essere controllabile sia con un mouse e una tastiera sia con le dita.

Il problema è che, così com’è, il sisteema operativo di Microsoft è totalmente sbilanciato sulla parte tablet. Basta accendere un qualsiasi dispositivo motorizzato Windows 8 per capirlo: tutto ruota intorno ai piastrelloni dinamici dell’interfaccia Metro, del passato non c’è traccia (almeno in superficie), persino il glorioso pulsante Start è stato accantonato.

Insomma, siamo di fronte a un sistema operativo completamente differente rispetto a quello al quale eravamo abituati e che ha bisogno di essere metabolizzato o – per usare parole della stessa Tami Reller, responsabile marketing di Windows – di essere appreso. Per agevolare la transizione, Microsoft rilascerà entro fine anno una nuova versione del software – nome in codice Windows Blue – che secondo le indiscrezioni conterrà tutta una serie di novità e aggiornamenti pensati proprio per rendere meno traumatico il passaggio dal vecchio al nuovo.

Quali siano in concreto queste migliorie non è dato sapere (Microsoft sarà più precisa in occasione della prossima conferenza con gli sviluppatori prevista per il prossimo mese di giugno)  ma c’è chi parla – è il caso del Financial Times – di una vera e propria inversione a U, come a sottolineare l’intenzione di un drastico ritorno alle origini.

Tre le ipotesi di cambiamento che in questo momento appaiono probabili, o quantomeno auspicabili:

- La possibilità per i possessori di PC di avviare in prima battuta la classica schermata desktop in luogo di quella basata sul mosaico di Metro

- La presenza del tasto Start, cancellato con un colpo di spugna da Windows 8 ma richiesto a gran voce da buona parte dell’utenza (come dimostra fra l’altro il gran numero di download delle applicazioni di terze parti che permettono di farlo rivivere).

- Una migliore accessibilità alla barra delle funzioni chiave – quelle che in gergo vengono definite le Windows “charms” – che allo stato attuale sono nascoste sul lato destro dello schermo.  

L’attenzione sul mondo tablet sarà comunque centrale, anche in Windows Blue. Microsoft è già al lavoro per ottimizzare il suo sistema operativo per gli schermi di piccole dimensioni (ovvero da 7 e 8 pollici) magari – chissà – nell’ottica di far debuttare una versione “ridotta” di Surface.

Se il PC sta davvero morendo meglio non farsi trovare impreparati.

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