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Wii U, Persegati: «Debutto con il tutto esaurito»

Partenza col botto per la nuova console. L’intervista al general manager di Nintendo Italia

Negli Stati Uniti la Wii U ha venduto 400 mila pezzi nella prima settimana in cui è arrivata sugli scaffali. E in Italia? «Ha fatto il sold out al lancio. Certo, i quantitativi non erano illimitati, ma questo risultato conferma che le aspettative del pubblico erano parecchio elevate. E noi non possiamo che essere soddisfatti». A parlare è Andrea Persegati, general manager di Nintendo Italia, che con Panorama.it ripercorre i primi giorni e racconta le prospettive della neonata console della casa di Super Mario.

Per la prima volta parlate a un pubblico più ampio.
«Esatto, non ci rivolgiamo soltanto ai cosiddetti casual gamer, ma anche agli hardcore gamer, a cui diamo un’alternativa valida alle altre console. Era un fatto noto, ma ci mancava la prova sul campo. E devo dire che i commenti che stiamo rilevando sui social media sono quasi sempre positivi».

Cosa si diceva invece prima del debutto?
«Nulla di nuovo in verità, siamo abituati al fatto che alla vigilia si creino due schieramenti. I pro Nintendiani convinti, che aspettavano la Wii U con ansia e non vedevano l’ora di comprarla. E quelli che invece sostenevano che un prodotto del genere sarebbe nato morto. Ecco, in tanti provandola si sono ricreduti».

Cosa li ha convinti?
«Tanti aspetti. La risoluzione grafica superiore, per esempio. Ma soprattutto la godibilità del pad che aggiunge una modalità nuova al modo classico di videogiocare. Per non parlare del fatto che permette di continuare a giocare sul suo schermo mentre qualcun altro in famiglia sta guardando un programma sul televisore. Si smette di litigare per il telecomando rimanendo seduti sullo stesso divano».

È il lato social della Wii U?
«Anche. Quello principale è Miiverse, una piazza virtuale dove puoi vedere a cosa stanno giocando altri utenti di tutto il mondo, puoi lasciare commenti o pubblicare disegni e schizzi fatti sulla tavoletta. Ebbene, le prime indicazioni ci parlano di un successo. Si è attivato un inedito meccanismo di comunicazione tra i gamer molto florido e che sinceramente non mi aspettavo».

Qualcuno ha parlato di un prezzo un po’ elevato. Cosa risponde?
«Che è in linea con il mercato, specie per una console che include un gamepad rivoluzionario che consente di giocare e anche di navigare su internet. Il browser, infatti, è velocissimo».

I vostri competitor da qui a giugno dovrebbero annunciare le loro nuove console. Non temete di restare indietro?
«Assolutamente no, a maggior ragione se penso al fatto che la Wii è arrivata sul mercato dopo le altre ma era, diciamo così, arretrata dal punto di vista tecnologico. Ebbene, quello che fa da sempre la differenza per Nintendo non sono le specifiche tecniche ma l’intrattenimento, la capacità di far divertire chi ci sceglie».

A proposito di Wii, è giunto il momento di dirle addio?
«Niente affatto, ha tutt’altro che saturato il mercato. In questo momento si trovano delle offerte commerciali strabilianti, che la propongono sottocosto, per esempio a 89 euro. La situazione economica è quella che è e mi sembra un eccellente regalo di Natale».

Ma così non finirà per fare concorrenza alla stessa Wii U?
«No, credo che le due piattaforme non si daranno fastidio per ampiezza e varietà di target e contenuti. E poi non dimentichiamoci che per un certo periodo di tempo la PS2 ha continuato a vendere più della PS3. È abbastanza fisiologico che succeda».

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Prima ha parlato di ricchezza di contenuti. La Wii U arriva sul mercato con una scelta di titoli molto vasta.
«In verità è la line-up più estesa da sempre al lancio di una console Nintendo. Che spazia a 360 gradi e che continuerà a crescere. Anche con titoli in esclusiva».

Il focus di Nintendo si è spostato dunque sulle console da salotto?
«Penso invece che le nostre portatili, sia la 3DS che la 3DS XL, per ordini di grandezza di vendite sotto Natale potrebbero fare addirittura di più di quelle da salotto».  

Resta il fatto che con titoli come ZombiU o Call of Duty la Nintendo ha riscritto il suo paradigma, ha realizzato un passaggio che è rivoluzionario anche nella percezione che il pubblico ha della casa di Super Mario. Alla lunga non potrebbe creare un po’ di confusione?
«E perché mai? Ognuno sceglierà liberamente quello che preferisce: lo sparatutto sanguinolento, il gioco di fitness o quello per ballare davanti alla tv. Io trovo che sia un enorme merito il fatto di coniugare e riassumere nello stesso prodotto i gusti di tutti i consumatori».

Twitter: @marmorello

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