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Videogiochi

Tutto quello che sappiamo su Ataribox

A 24 anni dal lancio dell’ultima console, il marchio statunitense ci riprova con un prodotto pronto a riportare in voga il retro-gaming (oppure no)

Atari torna sul mercato con una nuova console. Si chiama Ataribox ed è degna erede di Jaguar, l’ultimo prodotto lanciato dall’iconica compagnia mamma di Asteroids (1979), Pong (1972) e Breakout (1976).

Ritrovate le cartucce Atari sepolte nel deserto


Del dispositivo conosciamo davvero poco se non quello mostrato da un video di presentazione (sotto) pubblicato sul sito ufficiale, già messo online in vista del lancio. A questi elementi ha fatto eco una recente dichiarazione di Fred Chesnais, l’uomo che ha rilevato il marchio Atari dopo la bancarotta del 2013, segnale di un lento ma inesorabile declino, accentuato dall’arrivo delle console di nuova generazione, come la prima PlayStation.

“Atari è viva e vegeta ed è pronta a riaffacciarsi nel mondo dei videogiochi con un rinnovato hardware” – aveva detto. Il chiarimento hardware non è banale, visto che nella speranza di mantenersi in piedi, la compagnia negli anni si era reinventata sviluppatrice e distributrice di videogiochi per altre piattaforme, tra cui The Witcher, Alone in the Dark e Unreal.

Come è fatta

Siamo nel campo delle ipotesi ma dal filmato di anteprima qualcosa salta all’occhio. Ad esempio lo chassis realizzato con materiale di pregio e intarsi in legno, vicino parente della 2600; la presenza di diverse porte a cui agganciare gamepad e cavetti e le ventole che servono a dissipare il calore durante lunghe e pesanti (per lo sforzo del processore e GPU) sessioni di gioco.

Rivale di Nintendo Classic o PS4?

Proprio le suggestioni di cui sopra farebbero pensare a una console ben diversa dal Nintendo Classic, ovvero non uno strumento votato al retro-gaming (come il meno sponsorizzato Sega Genesis Classic Game Console) ma più un rivale della PS4 (qui le novità della E3 2017) e della Xbox One S. Visti i tempi, in molti avevano pensato che Atari volesse tornare a galla cavalcando l’onda del videogame retrò, che ha permesso alla stessa Nintendo di portare a casa ricavi come non succedeva da anni.

Certo, l’idea è ancora valida, ma non sarebbe strano aspettarsi dall’azienda un oggetto ibrido, capace cioè di far girare cartucce storiche ma anche software moderni, così da riaccendere l’interesse dei ragazzi di oggi e di quelli di un tempo.

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