Videogiochi

PS4 vs Xbox One, ecco chi vi farà pagare più extra

Non solo il multiplayer online, ma anche la registrazione e lo streaming dei video di gioco saranno riservati ai soli abbonati Xbox Live Gold. Sony ne approfitta per informare che per gli utenti PS4 le due funzionalità saranno libere. La tensione tra Xbox e PS non è mai stata così alta. Colpa della crisi

Xbox Live Gold 2

Niente, nonostante i ruzzoloni collezionati nelle ultime settimane, Microsoft sembra non avere ancora imparato come evitare gli sgambetti di Sony. Parliamo di videogiochi - di console di nuova generazione per la precisione – e di come un’altra volta gli strateghi di casa PlayStation sembrano aver inflitto una sonora stoccata a all’avanzata di Xbox One.

In queste ore, Microsoft ha rivelato quali funzionalità saranno incluse nell’abbonamento Xbox Live gold , che gli utenti Xbox One possono sottoscrivere al costo di 60 dollari l’anno. Tra le funzionalità spiccano: la possibilità di giocare in multiplayer online, effettuare chiamate Skype, utilizzare Internet Explorer dalla propria TV, accedere a servizi video come Netflix e ad app come Twitter e Facebook, registrare e condividere filmati di gioco con altri utenti.

Quest’ultimo è il vero pomo della discordia. Sorpresi di dover pagare un extra per funzionalità diverse dal multiplayer (quella non è una novità), alcuni utenti hanno tempestato i social network di messaggi polemici che accusano Microsoft di voler lucrare su ogni microscopico aspetto dell’esperienza videoludica Xbox One. Uno di questi, ha avuto la brillante idea di chiedere (su Twitter) a Shuei Yoshida, executive Sony, se anche la PS4 intenda limitare le funzionalità di registrazione e di streaming ai soli abbonati Plus. Yoshida ha avuto l’altrettanto brillante idea di rispondere al volo , e di rispondere: no.

Così, con la rapidità tipica delle polemiche web, in Rete si sta diffondendo la sensazione che Xbox One sia un’alternativa costosa e complicata alla vera protagonista eletta della prossima stagione videoludica, la PlayStation 4. Ma le cose non stanno esattamente così. Anche PlayStation sembra aver deciso di limitare alcune funzionalità ai soli abbonati Plus, una su tutte: la possibilità di giocare in modalità multiplayer online per la maggior parte dei giochi. Bisogna poi considerare che nel pacchetto Xbox One (che costerà circa 100 dollari più della PS4), Microsoft ha incluso anche il nuovo sistema Kinect (un tempo acquistabile a parte) e le apposite cuffie per multiplayer. Tipologie di accessori che Sony, per ora, rende disponibili solo come acquisti extra.

Nonostante ciò, dal punto di vista dell’immagine, Sony si dimostra sempre alcuni passi avanti a Microsoft. Lo scorso giugno, in occasione dell’E3, mentre Xbox One mostrava per la prima volta i muscoli al suo potenziale pubblico, il team Sony diffondeva in rete un video virale in cui venivano sbeffeggiate le limitazioni che Microsoft aveva deciso di porre alla condivisione e alla rivendita dei nuovi titoli Xbox One. Per fronteggiare la bufera di polemiche, Microsoft alla fine ha fatto marcia indietro , annunciando di aver eliminato ogni barriera alla condivisione di titoli e l’obbligo di connettersi quotidianamente alla Rete per poter giocare. Non è pertanto da escludersi la possibilità che, a fronte di questa nuova polemica, Microsoft decida di rendere liberi la registrazione e lo streaming anche per gli utenti Xbox One.

Questa impacciata rincorsa ha ben pochi precedenti nella storia dei videogames, ed è sintomo di quanto la partita da giocare, questa volta, sia tutt’altro che semplice.

Fino a qualche anno fa l’industria dei videogiochi veniva citata a ogni spron battuto come un modello impareggiabile di successo economico, l’unico settore capace di rimanere piantato a terra mentre il tornado della crisi faceva spazzava via ogni cosa tentasse di alzarsi da terra. Arrivati a metà del 2013, però, questo mito è stato ormai abbondantemente sfatato. Gli ultimi dati rivelano che le vendite di videogiochi hanno subito un vertiginoso tracollo , al punto che persino i nuovi titoli dei franchise più gettonati (come God of War, Bioshock e Crysis) hanno visto crollare (e in alcuni casi, dimezzare) il numero di acquirenti rispetto ai titoli precedenti.

Per alcuni è colpa del progressivo espandersi del settore mobile, che mese dopo mese rastrella una porzione sempre più importante di videogiocatori, per altri è l’inevitabile prodotto di una crisi che perdura ormai da sei anni e che ha alleggerito le tasche dei potenziali acquirenti. Ma c’è anche chi individua , come probabile causa dello sgretolamento del settore, la mancanza, all’orizzonte, di una nuova generazione di console capaci di offrire un’esperienza davvero nuova e coinvolgente a un pubblico sempre meno disposto a pagare per prodotti di intrattenimento. Non è un caso che la Wii U, lanciata nove mesi fa a un prezzo competitivo, ha determinato una serie di risultati negativi per Nintendo che ancora oggi si ritrova a vendere la console in perdita (ossia a un prezzo troppo basso per generare vero profitto).

 
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