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Videogiochi

PlayStation VR, i nuovi titoli: paura, adrenalina e poesia

Svelati alla Paris Games Week alcuni contenuti inediti per il visore della Sony, atteso entro giugno 2016 al prezzo di una console

da Parigi

Se non è un’armata, almeno è un piccolo esercito: sono più di 200 gli sviluppatori al momento al lavoro su PlayStation VR, la realtà virtuale secondo Sony pronta al debutto entro e non oltre la metà del prossimo anno. Non manca molto e già parecchio si vede, anzi si sente addosso come una morsa che strizza il cuore e non lo molla più. Succede nell’infinita, claustrofobica, spietata manciata di minuti della demo di Until Dawn: Rush of Blood, montagna russa infernale che catapulta il giocatore dentro una casa infestata da fantasmi donna, mostri asessuati e senza occhi, pipistrelli vampiri impazziti e incubi assortiti. Le pistole assistono poco, la paura rimane in agguato, gli spaventi, purtroppo, sono garantiti e abbondanti.

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Una schermata di Until Dawn Rush Of Blood – Credits: Sony

Il catalogo cresce, si gonfia, prende spessore. Ecco Rigs, ovvero gli eSports con l’interattività e il senso di immedesimazione elevati al quadrato: si vola, si salta, si spara con addosso armature skinny più di una camicia attillata. Al centro, la cooperazione tra i giocatori: alla faccia di chi dice che questa nuova modalità è poco social. «E comunque il contenuto del visore può essere sempre mostrato sullo schermo della tv. Per non parlare dei titoli che richiedono che una persona usi il casco, mentre gli altri attorno a lui possono adoperare il controller tradizionale» spiega a Panorama.it Jim Ryan, numero uno europeo di PlayStation. In questo video, una carrellata di primizie inedite o già assaggiate a giugno all'E3 di Los Angeles. 

Nel filmato non si vede Driveclub, invece guidabile in un’area a porte chiuse durante la fiera e dunque candidato obbligato nella lineup di titoli Vr in arrivo. Volante tra le mani, due pedali molli sotto i piedi, sedile ergonomico che dà il senso dell’assetto ribassato, sembra di essere a cavalcioni di un bolide. Fortuna per le ossa che il realismo si ferma davanti a incidenti, tamponamenti e testacoda inevitabili all’ennesimo sorpasso azzardato. È lecito prenderci gusto: non si sa quando, ma anche in Gt Sport, il prossimo Gran Turismo pure svelato alla Games Week, ci potrebbe o dovrebbe essere una costola di realtà virtuale.

Ecco il salto di livello e qualità. Non solo emozionanti sconosciuti, ma anche nomi apprezzati e amati dal grande pubblico si iscrivono al partito ex di nicchia del visore sulla testa. Sarà il caso del prossimo Tekken («non vedo l’ora di vedere che aspetto avrà, che sensazioni darà con la realtà virtuale» dice Ryan) e anche di Robinson: The Journey. Qui a essere noto è lo studio che c’è dietro, Crytek, che userà il suo motore grafico per mettere il turbo a un mondo sognante e preistorico in cui il primo obiettivo dichiarato è non finire schiacciati dalla zampa extra large di un dinosauro piccato o giusto un po' distratto.

Paradossale, almeno fino a un certo punto, è che uno dei momenti più intensi della presentazione parigina sia coinciso con il video dimostrativo di «The Walk». Il film racconta l’impresa di un funambolo (temerario, irresponsabile) che passeggiò da una all’altra delle Torri Gemelle su un filo sospeso nel vuoto con la serenità di chi attraversa la strada con il semaforo giallo. L’omologo per PlayStation Vr permette a chiunque di percorrerlo quel filo, per fortuna senza il rischio di lasciarci le penne per colpa di un refolo di vento assassino. Ma a vedere le facce sconvolte di chi l’ha provato, quel senso di smarrimento, eccitazione mescolata a terrore sui loro volti, la consolazione dell'incolumità resta parziale.

È la prova che la realtà virtuale è elastica, si estende, si allarga, contamina altri ambiti. «Oggi» commenta il presidente europeo «abbiamo forme separate di intrattenimento: videogame, musica, film. Domani quella distinzione diventerà confusa. Ci saranno momenti di interazione anche dove oggi sono esclusi». Tempo pochi anni il contagio toccherà shopping, turismo, collaterali ovvi e altri ancora ignoti. PlayStation guarda con interesse a questi incroci, sebbene il gaming rimanga, è ovvio, il focus numero uno. «Il nostro successo» conferma Ryan «dipenderà dai giochi che lanceremo. La nostra fortuna è che gli sviluppatori sono entusiasti di lavorare a questa piattaforma. Dà loro modo di fare cose che non erano mai stati capaci di fare prima».

Non c’è una data precisa per metterci le mani sopra, anzi la testa dentro. Nemmeno un prezzo. Qualsiasi cosa significhi (399 euro? Di meno? Poco di più?), dalla casa giapponese si sbottonano appena per dire che il cartellino del visore sarà intorno a quello di una nuova console. Ma il quanto non sarà mai tanto, parola di Ryan: «Non penso rappresenterà un aspetto decisivo per il pubblico iniziale. I cosiddetti “early adopters”, coloro che per primi vogliono mettere le mani su un nuovo prodotto, sono molto meno sensibili al fattore prezzo rispetto al mercato di massa. Noi ci rivolgeremo innanzitutto agli hardcore gamer, che badano sopra ogni cosa all’esperienza». E stando al cocktail di adrenalina, divertimento, terrore puro che i giochi già annunciati sanno garantire, quell'esperienza sembra essere all’altezza delle aspettative.

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