Videogiochi

PlayStation 4, tutto quello che dovete sapere

Dal prezzo fino alla funzioni cloud e ai segreti del nuovo controller

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale della PlayStation 4, prevista a New York per il prossimo 20 febbraio, in rete stanno crescendo in modo esponenziale le indiscrezioni e le voci sulla prossima console di casa Sony. Il che è la prova evidente del livello di attesa che circonda il lancio, dell’entusiasmo febbrile degno del debutto di un nuovo iPhone o di un Samsung Galaxy. Ma soprattutto, ed è una straordinaria notizia, testimonia il grado di interesse che c’è intorno ai videogame da salotto, sì un po’ in affanno negli ultimi anni, ma comunque ancora in grado di alzare la voce e non soccombere di fronte allo strapotere di telefonini e tavolette. Ecco perché vale la pena fare il punto e riassumere cosa è probabile aspettarsi dalla nuova console, scartando le ipotesi più fantascientifiche e mettendo in fila le più verosimili.

Il patto d’acciaio con il mondo mobile
Il senso del vecchio detto parla chiaro: se non puoi sconfiggere un nemico, allora prova a fartelo amico. I numeri da record di Ruzzle e Angry Birds, passando a tutti i titoli complessi con grafica HD, hanno dimostrato che i videogiochi formato app non sono una moda passeggera, ma un trend destinato a consolidarsi sempre più. Da tempo la Sony ne è consapevole e sta provando a cavalcare il filone, tanto su cellulari pensati ad hoc che su dispositivi portatili. Con esiti, va detto, non proprio entusiasmanti. La nuova console potrebbe consentirle il tanto atteso salto di qualità: dovrebbe prevedere ampie «finestre» su tablet e telefonini, magari con espansioni e capitoli a parte di un titolo da giocare in mobilità che integrano e arricchiscono l’esperienza complessiva. Un passo in avanti rispetto alla concorrenza di casa Microsoft, che con SmartGlass permette «solo» di interagire con la console usando cellulari e tavolette come se fossero una forma evoluta di un telecomando.

Largo al cloud e pure al social
Anche in questo caso siamo di fronte a una tremenda coerenza con le trasformazioni in atto nel mondo di internet. Le parole d’ordine sono cloud, ovvero la possibilità di avere accesso ovunque a file e applicazioni perché presenti nella nuvola; social, ovvero la mania di condividere di tutto con tutti. La PlayStation 4 esaspererà entrambi i concetti e qui non usiamo nemmeno il condizionale. La Sony, d’altronde, pochi mesi fa ha acquistato la piattaforma di cloud gaming Gaikai spendendo quasi 400 milioni di dollari. Accanto al classico gioco da scaffale, è probabile che sarà possibile acquistare degli abbonamenti per giocare ovunque con tantissimi titoli. Nuovi di zecca o dalle generazioni di console precedenti. Anche in mobilità, è ovvio, rafforzando quel ragionamento che facevamo prima. E sfidando amici e sconosciuti sempre on line.

Il tremendo dilemma dei giochi usati
Una voce uscita in questi giorni in rete, ha creato non poco allarme: la PlayStation 4 sarebbe stata pensata per mettere la mordacchia al fenomeno dei titoli usati. Oggi è diffusissimo che un giocatore ne finisca uno e lo scambi con un altro, lo venda o lo riporti indietro in negozio ottenendo un bonus per titoli successivi. Presto, invece, un gioco potrebbe essere ancorato a un dispositivo e a un utente soltanto. Per esempio, se uso Call of Duty sulla mia console, si creerà una sorta di cordone ombelicale, che mi impedirà persino di prestarlo a un amico. Su questo punto preferiamo sospendere il giudizio, ma se fosse confermato le conseguenze potrebbero essere tutt'altro che positive.

Un nuovo concetto di controller
Tutti danno per certo che il vecchio glorioso DualShock sarà abbandonato per lasciare posto a un controller di nuovissima generazione, con accelerometri e, pare, uno schermo touch sulla falsariga della Wii U. Ma la Sony potrebbe essersi spinta davvero oltre: si parla insistentemente di sensori biometrici presenti sulle impugnature o comunque sui luoghi in cui più spesso si appoggiano le mani. Sensori per rilevare la frequenza cardiaca, la temperatura corporea del giocatore e altre informazioni preziose che, col tempo, consentirebbero un enorme salto di qualità all’esperienza possibile con un titolo. A cosa ci riferiamo? Per esempio a giochi che possono interpretare quali emozioni stiamo provando in un dato momento e comportarsi di conseguenza. Fantascienza? Troppo presto? Staremo a vedere.  

La dotazione di base
Inutile speculare troppo sull’hardware: Amd potrebbe essere il fornitore tanto della scheda grafica quanto dei processori, che già equipaggiano il kit messo in mano agli sviluppatori. Gestire in pieno la grafica in Full HD ed eventuale 3D sono la premessa, assieme a una dotazione capace di tagliare i tempi di attesa e aggiornamento a volte un po’ troppo lunghi con la PlayStation 3. In fondo quello che interessa non è sapere quanti core ha un chip, ma che tutto proceda in modo fluido e senza interruzioni. E si sa quanto una buona integrazione con il software (Apple lo insegna) sia decisivo.

Il prezzo
Resta da capire a quanto sarà venduto questo nuovo giocattolo delle meraviglie. Voci arrivate direttamente dal Giappone parlano di 40.000 yen, ovvero circa 430 dollari. Sperando che la Sony applichi il cambio abbastanza alla lettera, potremmo cavarcela almeno con il modello di base (è verosimile che ce ne saranno con hard disk di tagli maggiori o bundle vari) con circa 300 euro. Meno della metà di un iPhone e con una sostanziale differenza di fondo rispetto a un prodotto di culto come il melafonino: per almeno qualche anno, la PlayStation 4 non sarà rimpiazzata dal modello successivo. E in un settore in cui tutto è già vecchio dopo una manciata di mesi appena, di certo non è poco.
 
Twitter: @marmorello  

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti