E3-Sony
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PlayStation 4, le novità dell'E3 2015 - I video

Sony arricchisce la sua line-up con una carrellata di titoli per tutti i gusti. Tra ritorni e salti verso il futuro, ecco cosa arriverà sulla console

da Los Angeles

Gioca in attacco Sony, dedicando la prima mezzora abbondante della sua conferenza a svelare una serie di novità assolute. C’è giusto il tempo di un video introduttivo per celebrare sé stessa, ricordare quanto è vasta e robusta la sua line-up storica e imminente, poi ci si lancia verso terreni freschi. Il pubblico reagisce con boati a raffica, alcuni francamente eccessivi. Un giorno sarà da chiarire qual è l’effettivo numero di tifosi infiltrati a questi eventi per la stampa, più per pura curiosità che per eccesso di zelo.

E però non è immotivato l’entusiasmo da stadio quando sul gigantissimo display compare il nome di Fumito Ueda (standing ovation per lui non appena si alza in platea), che riprende in mano la sua creatura per ora incompiuta, The Last Guardian. C’è una data, a farla uscire dal recinto dell’indeterminatezza: arriverà l’anno prossimo, nel 2016. E come dimostra il lungo trailer qui sotto, siamo nel terreno della bellezza purissima e precaria di un mondo fragile e altissimo, in cui tutto sembra destinato a franare da un momento all’altro e si scampa al baratro all’ultimo momento, aggrappandosi a una creatura amica. Metafora semplice ma splendida. La grafica non è proprio da next-gen, ma alle emozioni non serve l'hd.

Horizon Zero Dawn di Guerrilla nasce dall’«esigenza di esplorare nuovi orizzonti», come racconta Hermon Hulst, il managing director dello studio prima di togliere il velo a questo franchise tutto nuovo. Si comincia su uno scenario di città dai grattacieli giganti in cui le luci all’improvviso vanno via, si spengono per sempre. Ci si aspetta la solita logora trama post-apocalittica, invece è il verde, la natura a prendere il sopravvento, mentre la tecnologia diventa il nemico da sconfiggere. Luddismo non di computer, ma di enormi robot simili a dinosauri che anziché perdere sangue grondano fulmini. Anche qui le allegorie son facili, finanche troppo telefonate. Ma il ritmo serrato aiuta.

In Dreams gli sviluppatori di Little Big Planet (e la mano si vede tutta) portano sul podio non il gioco in sé, ma ciò che lo precede: la sua creazione. L’idea è mettere in mano a chi impugna il controller la possibilità di costruire non solo i personaggi, ma anche gli ambienti in cui si muovono, le situazioni nelle quali devono interagire. In parte sa di già sentito, è vero, ma qui è il punto che non occorre improvvisarsi artisti o possedere doti eccellenti. Basta accennare, abbozzare un’idea, uno schizzo, una linea, e quella diventerà qualcosa di più compiuto. E bello. Anche solo nella sua vaghezza. Lo scopo ultimo, senso di gratificazione della propria fantasia a parte, fin troppo contemporaneo: condividere tutto con i propri amici su una bacheca qualunque.

Da questo punto in poi la conferenza prende una piega più classica, con una sequela corposa di titoli di terze parti. C’è un senso, però. E siamo oltre la velleità di magnificare il motore grafico che ruggisce nel cofano della PS4. Per ogni videogame, Sony ha contenuti esclusivi o la possibilità di dare accesso prioritario alla beta ai suoi fedelissimi. Succederà con Hitman di Square Enix o con la modalità multiplayer dell’ultimo Call of Duty.

Nella lunga catena di sequel e ritorni attesissimi, da Destiny ad Assassin’s Creed, c'è il nome di Shenmue 3. O meglio, non è detto che ci sia. A deciderne le sorti sarà la community dei giocatori, non con un semplice sondaggio, ma aprendo il portafogli per raccogliere i fondi necessari a realizzarlo. Si contribuisce su Kickstarter ed è probabile che il modello, già visto per film, fumetti, album musicali e titoli non di questo blasone, possa trovare repliche altrove.

A un’ora abbondante dall’inizio sul palco sale Andrew House, presidente e Ceo di PlayStation. È lui a parlare di Project Morpheus, della realtà virtuale targata Sony. Durante l’E3 sarà possibile testarlo per verificarne il grado di maturità, intanto la visione che lo accompagna è molto logica: «Consente di guardare giochi anche vecchi con occhi freschi. I più semplici assumono una nuova dimensione» sintetizza House. E intanto sullo schermo dietro di lui scorrono esempi a supporto, come un calcio di rigore contro un portiere. Con Morpheus sul naso, sembrerà davvero di trovarsi in campo.

House sottolinea inoltre che questa evoluzione tecnologia non si tramuterà in un fenomeno anti-sociale. Anzi: «Quattro amici potranno giocare nello stesso ambiente di realtà virtuale». Sarà un modo tutto nuovo di condividere un’esperienza. A differenza di casa Microsoft, che non ha aperto parentesi su elementi non legati al puro gaming, Sony ricorda il successo della partnership con Spotify: 1,5 milioni di download in 24 ore. Nessuna app per PlayStation aveva fatto meglio, a conferma (ma non ce n’era bisogno) che le console sono le protagoniste di un ecosistema vasto e complesso. Che ingloba la tv: con Vue, in progressiva espansione per ora solo negli Stati Uniti, i contenuti arrivano via cloud e si possono sottoscrivere abbonamenti a un singolo canale, senza comprare pacchetti infarciti di proposte che non interessano agli utenti.

Il finale, con qualche imbarazzo superato senza drammi (il gameplay che non parte, poi si «freeza», bisogna riavviarlo daccapo trasmettendo per due volte qualche minuto già visto) è per Uncharted 4, previsto nel 2016.

La fuga pazza di un fuoristrada tra vie, giardini e tetti di una città schivando proiettili pare gradevole, divertente e fluidissimo dal punto di vista della resa. Forse non è nuovissimo, ma è sulla longevità di alcuni capisaldi del genere, sul ritorno dell'uguale con i dovuti aggiustamenti e modifiche, che tutta l’industria ha costruito la sua fortuna.

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