Videogiochi

NBA 2K14, i segreti da conoscere

Il producer Rob Jones ci spiega i segreti del videogioco di basket più amato al mondo

nba-2k14-lebron-james-frontale

LeBron James in un'immagine del gioco – Credits: 2K Sports

Parlare di basket su pc e console significa obbligatoriamente tirare in ballo il marchio NBA 2K, da anni una delle migliori simulazioni sportive sul mercato videoludico. Il nuovo capitolo NBA 2K14 fa capolino nei negozi il 4 ottobre, ma si tratta solo di un antipasto, visto il successivo sbarco su console next gen previsto per fine novembre. Per scoprire quali novità ci attendono quest'anno, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Rob Jones, senior producer del gioco. Sfoggiando un perfetto accento romano, frutto dei diversi anni vissuti in Italia, Jones ci ha raccontato i retroscena di questa ennesima fatica targata 2K Sports.

Una delle grandi novità di quest'edizione è l'inserimento di 14 squadre dell'Eurolega. Cosa vi ha spinto a compiere questa scelta?
È un'idea che era nell'aria da un po', però solo quest'anno ci sono state le condizioni per metterla in atto. Da due-tre anni il mercato europeo è in forte crescita e, d'altro canto, sapevamo da tempo che in Europa c'è molta passione nei confronti delle squadre di club. Io stesso, crescendo a Roma, ho visto la Virtus vincere la Coppa Campioni nella stagione '83-'84 e conosco il calore del tifo nel vecchio continente.

Questa apertura verso i team europei potrebbe significare che in futuro avremo altre squadre e altri campionati extra NBA?
Con l'Eurolega abbiamo un contratto di un paio di anni, ma la direzione che prenderemo dipenderà molto dal successo che avrà il gioco. La valutazione di cosa fare nel futuro è legata a fattori economici e alle risorse a disposizione.

La novità potrebbe far storcere il naso a qualche fan americano?
Credo di no, anche perché negli ultimi anni molti cestisti europei sono venuti a giocare con successo in America. Il tifoso statunitense è curioso di conoscere il basket d'Oltreoceano: potrà vedere all'opera giocatori che, come Rudy Fernández o Juan Carlos Navarro, hanno già militato nell'NBA, e allo stesso tempo scoprire le stelle del futuro, che magari ci giocheranno fra qualche stagione.

Riguardo al gameplay: quali sono le principali novità di NBA 2K14?
Abbiamo bilanciato maggiormente attacco e difesa, ridisegnando il modo in cui la squadra difende il canestro. In particolar modo ci siamo concentrati sulle rotazioni difensive e sulle stoppate, visto che ora il peso dei centri dentro l'area si fa decisamente sentire. Anche se a un primo colpo d'occhio non sembra cambiato granché, in realtà NBA 2K14 si discosta parecchio dal suo predecessore: è più equilibrato, veloce, fluido. Inoltre, abbiamo cambiato il controllo del palleggio e del tiro. Nonostante fossimo già intervenuti lo scorso anno su questo aspetto, riteniamo che quest'ultima novità renda il gioco più abbordabile per le persone che non hanno mai giocato a pallacanestro o che ritengono troppo complicato questo tipo di videogiochi.

Quindi parliamo di un gioco accessibile a tutti?
Certo, chi era già fan di NBA 2K13 potrebbe faticare ad accettare il nuovo controllo, ma noi vogliamo che tutti possano avvicinarsi a un videogame sul basket. In fondo, bisogna passare e tirare, anche senza dover necessariamente ricorrere agli schemi – sebbene ci sia stato anche quest'anno un grosso lavoro per ricreare tutti i giochi d'attacco utilizzati dalle varie franchigie.

Nel processo di sviluppo avete collaborato con giocatori o ex giocatori? Qualcuno vi ha fatto da consulente?
Ovviamente abbiamo avuto il supporto di LeBron James, che sarà protagonista della modalità Path to Greatness, dove si fantastica sulla sua carriera nei prossimi sette anni. Lui non ci ha aiutato direttamente nel gameplay, ma ci ha dato i suoi movimenti e le sue espressioni, oltre ad aver scelto la musica. Insomma, ha avuto un ruolo attivo e non è stato un semplice testimonial da copertina. Internamente possiamo poi contare su un gruppo di persone, tra cui i giocatori dei Golden State Warriors, che ci danno degli input, indirizzandoci nella direzione giusta.

NBA uscirà anche su PS4 e Xbox One: il gioco è stato sviluppato in autonomia o parallelamente? Cosa dobbiamo aspettarci?
Non posso rivelare molto! Ci abbiamo lavorato in contemporanea con un gruppo separato che ha costruito tecnologie nuove per cambiare visuali e tante altre cose. Sarà una boccata d'aria fresca per tutti i nostri fan, perché la base di partenza era solida, ma siamo riusciti finalmente a inserire quei miglioramenti che ci richiedono da diversi anni.

Qual è la più grande differenza tra nuove e vecchie console?
La prima cosa si nota è la grafica. Per esempio, le magliette si muovono in modo più realistico, mentre le luci sono notevolmente migliorate. Ma sarò sincero: non si tratta di cose speciali, è quello che la gente si aspetta. Lavorare su console next gen ci ha permesso di fare molto di più in termine di emozione e movimento e in generale di concentrarci su quegli aspetti che ti fanno sentire davvero dentro il gioco.

Quali sono gli scenari futuri di NBA 2K?
Il nostro sogno è arrivare al punto in cui l'illusione che il gioco sia vero non finisca mai. Con le console di oggi, per 20-30 secondi tutto sembra perfetto, ma poi ci vuole un istante per farti ricordare che è un videogioco. Basta un movimento sgarrato o un rimbalzo strano del pallone per riportarti alla realtà. Noi cerchiamo di anno in anno di allungare quei momenti in cui la persona pensa "è come giocare veramente a basket".

Curiosità finale: chi conquisterà l'anello NBA?
Anche se non sono un loro tifoso, per me vinceranno ancora i Miami Heat. Sarà difficile privarli di quello che è già loro: si conoscono bene e le squadre che stanno insieme da più tempo sono sempre le più forti.

© Riproduzione Riservata

Commenti