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Videogiochi

E3 2015, tutte le tendenze e le novità più attese

I sequel dei titoli cult per gli incassi facili, le conferenze dei big per spiare il futuro e una nuova arrivata che scala il trono dei videogame

da Los Angeles

Nell’epoca dell’omicidio del supporto fisico, dello strapotere dello streaming o al massimo del download, dell’universo mobile che azzoppa l’immobile, i videogame sono l’assoluta, indiscutibile eccezione. Le vendite delle console e relativa benzina, i giochi, varranno 15 miliardi di dollari alla fine del 2015. Sarà, parola della società di ricerca Dfc Intelligence,  il 7 per cento in più dell’anno scorso. Buttando nella pentola anche il software per Pc (più 12 per cento), dovremmo arrivare a 20 miliardi di biglietti verdi. Tondi tondi, o poco ci manca.

Se non fastosa, quella di controller da impugnare e nemici da abbattere è quantomeno un’industria che regge nella barca in riassetto del settore dell’entertainment. Celebrerà sé stessa e il suo futuro, raccontandolo, nel consueto, sempre meno gonfio ma non sgonfio, circo californiano dell’E3. Stesso posto, Los Angeles, qualche giorno un po’ più tardi del solito. Poco importa, perché accanto alla solita giostra di conferenze – con Bethesda attesa new entry, trovate il calendario e tutti gli annunci qui - tra gli stand del decadente ma fascinoso Convention Center la protagonista numero uno sarà la realtà virtuale.

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Un'immagine della conferenza di Xbox dello scorso anno – Credits: Marco Morello

Da promessa in fasce a regina designata, è la scommessa sensata su cui puntano i big. Sony, ovvio, con un maturando Project Morpheus che scalpita verso il debutto. Microsoft ancora di più, dopo le mezze battute del management e gli ammiccamenti della scorsa edizione, calando un coppia d’assi: la partnership con Oculus Vr by Facebook porterà il Rift nei negozi con un gamepad di Xbox One di serie e un matrimonio che ha per dote Windows 10; le HoloLens. È vero, per gli occhiali del futuro più che di virtual sarebbe corretto parlare di «augmented» reality, di realtà aumentata, della percezione di un mondo normale con qualche intruso artificiale ad arricchirlo, ma comunque sono certe le contaminazioni con il gaming, siamo sempre nel terreno degli indossabili, insomma la strada è segnata o almeno le due rivali ci credono.

Non solo loro: il contenitore è tristemente vuoto senza contenuto, allora all’E3 sarà ovvio e auspicabile vedere titoli anche di terze parti compatibili con i caschi prossimi all’approdo sulle nostre teste. E perché l’esperienza sia veritiera, per sentirci davvero attori dell’azione, ci saranno tra gli stand supporti che si interfacciano con i visori, guanti che tracciano i movimenti delle mani per rendere superflui i controller, oltre a kit di produttori indipendenti che, alla Google Cardboard maniera, trasformano lo schermo di uno smartphone qualunque nel trampolino per il tuffo nella realtà virtuale.

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Cannoni molto aggressivi all'ingresso dell'E3 dello scorso anno – Credits: Marco Morello

Già, i telefonini. Presunta croce per la nuova generazione di console, crescono sì più velocemente (18 per cento anno su anno contro, dicevamo, 7 per cento dei supporti tradizionali da salotto), ma valgono, o almeno a fine 2015 dovrebbero valere, 4 miliardi: meno di un terzo di PS4 e fratelli. Sono loro i palcoscenici sui quali sfilerà una sequela di seguiti quasi imbarazzante, con in testa gli evergreen Call of Duty e Assassin’s Creed, graditi ritorni come il franchise Guitar Hero, si spera conferme definitive sulla data di uscite di titoli che si sono guadagnati l’etichetta di rivoluzionari ma ancora rimangono avvolti dal fumo dell’incertezza. Sarebbe ossigeno per un comparto che punta di norma sugli stessi cavalli di razza per non perdere terreno nella corsa. Non mancheranno le defezioni illustri, come quella di Quantum Break. Se ne parla alla Gamescom.

Niente conferenza per Nintendo, è cosa nota, ma più eventi digitali da seguire in streaming e uno principale per elencare le novità. Un’ora abbondante per sperare in qualche sorpresa o mettere a fuoco la direzione che la casa di Super Mario cerca. Fanalino delle code nelle vendite delle macchine – circa 10 milioni, più o meno la metà della PlayStation 4 nonostante un’anzianità ben maggiore – un blasone indiscutibile da spendere, ma la necessità indifferibile di rinnovarsi. Sperimentando, anche, non solo con i parchi a tema. Intanto la Xbox One amplia il serbatoio con hard disk da un tera, Sony dovrebbe accodarsi perché il download dei titoli occupa praterie di dati. E non è un passo a due o a tre, gli indipendenti devono e già sono attori nella corsa all’oro del compra e scarica.

Entro il 2019 il mercato dei videogame arriverà a valere 100 miliardi di dollari

Non resta che puntare i mouse verso il Convention Center della città californiana. Panorama.it, come ogni anno, racconta l’evento in diretta da Los Angeles con cronache e commenti delle conferenze dei tre big dell’hardware, pubblica i trailer dei titoli più attesi, curiosità, best of e anticipazioni. Che abbia senso guardare avanti lo conferma ancora la società Dfc Intelligence. Secondo il suo ultimissimo rapporto, il settore intero dovrebbe raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2019. A spingerlo, gli hardcore gamer, i giocatori seriali ed esigenti, quelli che non si accontentano di allineare caramelle su un telefonino. Via cloud o davanti a una console fisica, avranno sempre un controller in mano o un suo surrogato, pur con un casco piantato sulla testa. L’E3 è dedicato a loro.

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