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Destiny, l’erede di Halo è uno sconfinato multiplayer online

I creatori della serie Halo si apprestano a lanciare sul mercato Destiny, un multiplayer online che punta a diventare una realtà virtuale a se stante.

Destiny 1

– Credits: Bungie/Activision

Un po’ Halo, un po’ Second Life, qualcosa a metà tra un gioco di ruolo immersivo alla World of Warcraft e uno sparatutto in prima persona stile Call of Duty, ma allo stesso tempo molto, molto di più. Stiamo parlando di Destiny, il nuovo ipertrofico titolo attualmente in fase di incubazione negli stessi laboratori da cui è uscita la prima trilogia di Halo.

Gli appassionati della serie aspettavano da tempo che i ragazzi di Bungie Studios tornassero a farsi sentire, dopo che nel 2010 avevano lasciato la loro creatura (Halo) nelle mani di Microsoft per stringere una partnership con Activision. Al tempo, nel comunicato ufficiale di Bungie gli sviluppatori dicevano “Oggi, ci apprestiamo ad aprire un nuovo capitolo nella storia di Bungie, uno che comincia con la partnership tra Bungie e Activision e che finisce come abbiamo sempre previsto finisse, con la conquista del mondo.

A giudicare dal poco che gli sviluppatori di Bellevue hanno lasciato trapelare, se Destiny non ti permetterà di conquistare un mondo, sicuramente ti permetterà di esplorarne uno alternativo.

Destiny è ambientato in un futuro non troppo lontano in cui la civiltà umana è stata annientata da un cataclisma, in uno dei pianeti del sistema solare però, un gruppo di umani è riuscito a sopravvivere grazie alla protezione fornita da un’enorme sfera aliena nota come “Il viaggiatore”. Sotto la sfera i sopravvissuti hanno costruito una cittadella e, grazie ai poteri derivanti dalla misteriosa sfera, stanno sviluppando l’arsenale e le abilità necessarie per resistere agli attacchi alieni che minacciano di neutralizzare per sempre ogni traccia di umanità.

Per ora, a parte qualche concept art e alcune schermate di gioco, non è dato sapere molto altro su Destiny (nemmeno una data indicativa per il lancio). Sappiamo però che Destiny metterà a disposizione dei giocatori un universo liberamente esplorabile in cui ogni giocatore può decidere che parte avere. Sarà possibile transitare vicino ad altri pianeti e seguire da spettatori le battaglie in corso, oppure gettarsi a capofitto nella schermaglia, ci si potrà organizzare con un gruppo d’amici per andare a razziare territori occupati da alieni oppure limitarsi a fare gli esploratori dell'universo creato da Bungie. Esisterà una storia principale, naturalmente, ma non ci saranno quest da scegliere attraverso un menù, il giocatore sarà piuttosto immerso in una realtà alternativa e dovrà muoversi in autonomia influenzando la storia attraverso le proprie azioni.

Abbiamo voluto creare qualcosa di vivo” spiegano gli sviluppatori “Il mondo di Destiny si evolve in modo senza che possiamo mantenere un totale controllo su di esso, accadranno cose che non abbiamo pianificato e questo è meraviglioso”.

Per ora si conoscono tre diverse classi giocabili: Hunter, Titan e Warlock, e da Bungie assicurano che i livelli di personalizzazione del personaggio saranno senza precedenti. Ai giocatori verranno date notevoli opportunità di interazione, e a quanto pare si potrà interagire con il il gioco anche da remoto, utilizzando smartphone e tablet.

Essendo abituati a pensare in grande, a Bungie sostengono di voler creare qualcosa che possa durare per i prossimi 10 anni e, da quel poco che Bungie e Activision hanno condiviso con il pubblico per ora, si ha l’impressione che Destiny punti a polverizzare i limiti e gli stilemi consolidati negli ultimi anni.

Tutto questo ricorda un po’ Oasis, il pervasivo videogioco che in Player One di Ernest Cline ha sostituito di fatto la realtà delle persone. Anche in Oasis i giocatori cominciano le loro avventure da una “zona di sicurezza” e possono muoversi in un intero universo, interagendo tra di loro come se si trovassero davvero in quella realtà alternativa.

Certo, non possiamo aspettarci che, di qui a qualche anno, i nostri figli andranno a scuola collegandosi a una classe virtuale su Destiny (come accade in Player One). A quello probabilmente ci penseranno le console di nuova generazione.

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