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I videogiochi cambiano il tuo modo di sognare. Ecco come

Secondo gli studi di una psicologa i videogiocatori più incalliti sono in grado di controllare i propri sogni, superare più facilmente gli incubi e allenarsi per le sfide della vita reale

Oculus Rift Girl

– Credits: Sergey Galyonkin @ Flickr

Stai scendendo una serie di scalini che si perdono nell’oscurità. In tasca hai ancora qualche fiammifero, ne accendi uno e accedi a un’enorme stanza polverosa. È completamente sgombra, non fosse per un tavolo ribaltato nell’angolo alla tua sinistra. Proteggendo la fiammella ti avvicini alla parete, ma a un certo punto il tavolo viene scaraventato da una parte e ti ritrovi faccia a faccia con un alieno zombie zannuto e grondante bava. In quel momento ti rendi conto che stai sognando. Solo che, invece di svegliarti, decidi di cambiare la visuale passando alla terza persona, per poter fronteggiare meglio il bestione e capire come parare i suoi attacchi.

Potrebbe essere una buona premessa per un insolito film di fantascienza, magari un nuovo Inception versione Sundance, no? Spiacente, nessuno ha ancora in programma di girare un film di questo tipo. In compenso, c’è chi sperimenta situazioni di questo tipo ogni notte. In gran parte, si tratta di videogiocatori incalliti.

Pare infatti che i videogiocatori più assidui (i cosiddetti hardcore gamers ) sognano in maniera diversa rispetto a tutti gli altri mortali, e questo non riguarda solo il soggetto e l’ambientazioni dei loro sogni, ma anche la loro capacità di interagire, e in alcuni casi, pilotare il sogno stesso, proprio come se si trattasse di un altro videogioco.

A scoprire questa inaspettata correlazione tra sogno e videogame è stata la psicologa Jane Gackenback, che fin dagli anni ’90 studia in quale modo i videogiochi influiscano sul nostro modo di concepire la realtà, che si tratti di quella fisica e tangibile della nostra quotidianita o di quella soffusa e onirica del sogno.

In uno studio del 2006, dimostrò come i videogiocatori mostrassero caratteristiche simili ai sognatori lucidi, ossia a quel tipo di persone che è in grado di avere una forma di controllo sui propri sogni: entrambe le tipologie di soggetto presentavano una maggiore capacità di concentrazione e una maggiore cognizione spaziale rispetto agli altri soggetti. Nel suo studio più recente, invece, la Gackenback ha dimostrato che i videogiocatori incalliti mostrano una maggiore tendenza ad avere sogni lucidi rispetto agli altri.

Non è finita. Stando alle conclusioni tratte dalla psicologa canadese, i videogiocatori non solo sono in grado di avere un controllo maggiore sul proprio “personaggio” all’interno del sogno, ma sono anche in grado di passare da una punto di vista in prima persona a uno in terza persona.

In entrambe le situazioni, l’individuo si trova ad affrontare una realtà alternativa, che si tratti di un costrutto biologico o di uno tecnologicospiega la Gackenback “è interessante pensare a come queste realtà alternative influiscano sui momenti di veglia, quando l’individuo si trova a reagire a input provenienti da un mondo reale.

Secondo la psicologa, in questo senso, sia i videogiochi che i sogni potrebbero aiutare l’individuo ad allenarsi ad affrontare situazioni che altrimenti potrebbero bloccarlo. È una teoria piuttosto diffusa, che esplora la possibilità che i sogni altro non siano che un meccanismo evolutivo che ci consente di prepararci ad affrontare minacce in un ambiente controllato, prima di doverlo fare nella realtà.

Gli studi di Jane Gackenback ora si stanno concentrando sull’influenza che i videogiochi hanno sulla capacità di rapportarsi a problematiche e traumi reali e sulla capacità di affrontare gli incubi. Secondo la psicologa infatti i videogiocatori sarebbero in grado di controllare meglio sogni spaventosi, senza doversi necessariamente svegliare in un bagno di sudori freddi, e una terapia a base di videogiochi potrebbe dunque servire ad aiutare quelle persone che, per via di un trauma, trascorrono notti costellate da incubi (ad esempio i soldati al ritorno dai teatri di guerra ).

Ora che sei arrivato fin qua, mio caro sognatore vittima degli incubi che non ha mai tenuto in mano un controller, ti starai chiedendo se sia il caso di sciropparsi lunghe sessioni di Dead Space 2 per evitare di sognare zombie alieni incazzati ogni singola notte. Ci puoi provare. Ma ricorda che stiamo parlando di scienze tutt’altro che esatte e, dal momento che i videogiochi influenzano anche le situazioni e le ambientazioni del tuo sogno, troppi videogiochi horror potrebbero avere l’effetto opposto.

Nel dubbio, pescati uno Zelda a caso e comincia a giocare. Mal che ti vada ti ritroverai con un po’ più di cognizione spaziale. Male non può fare.

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