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Valkyrie, il primo robot femmina affiancherà l'uomo nelle zone disastrate

La NASA ha creato un robot umanoide all'avanguardia caratterizzato da spiccati tratti femminili. Dovrà abbattere pareti, guidare veicoli e superare zone accidentate, ma indosserà scarpe di marca

Valkyrie

– Credits: IEEE Spectrum

A vederla da lontano sembra un progenitore femminile della super-corazza di Tony Stark: un metro e novanta di altezza, 125 kg di peso, 44 gradi di liberta, aspetto umanoide, imbottito di ogni genere di sensori, con quel cerchio luminoso al centro del petto che tanto ricorda Iron Man. In realtà, lungi dall’essere una corazza ultra-tecnologica per miliardari con la fregola di salvare il mondo, il macchinario in questione è un robot sviluppato dalla NASA per sbaragliare la concorrenza in quella che è ormai riconosciuta come la più importante competizione nel mondo robotico: la Darpa Robotic Challenge .

Si tratta di una sorta di concorso ideato per trovare il robot ideale per coadiuvare l’uomo nelle zone colpite da catastrofi e nei teatri di guerra. Per potersi aggiudicare l’ambito premio da 2 milioni di dollari, i robot concorrenti dovranno superare una serie di prove, tra cui: guidare un veicolo, liberare una zona dai detriti, azionare una pompa d’acqua, crearsi un punto d’accesso in una parete etc.

Ecco, Valkyrie, il robot che stanno sviluppando alla NASA, sembra avere tutti i requisiti necessari a distinguersi nella competizione. Valkyirie è sostanzialmente un upgrade di Robonaut, un robot solo parzialmente umanoide (non aveva gambe) che la NASA aveva sviluppato per aiutare gli astronauti durante le missioni nello spazio. Dal momento che il suo scopo principale è quello di sapersi destreggiare tra terreni accidentati ed edifici in rovina, Valkyrie è dotato di braccia e gambe smontabili in caso di danneggiamento. Per assicurare una maggiore autonomia il robot integra una quantità di telecamere negli avambracci, nei piedi, nelle ginocchia, nel torso e nella testa. A queste si vanno ad aggiungere sensori LIDAR e SONAR, rispettivamente nella testa e nel torso. Ma la particolarità più interessante è che, invece di prendere energia da un cavo (come ATLAS ), Valkyrie, ha una batteria estraibile che consente al cyborg di operare in relativa autonomia per almeno un’ora.

Se lo andate a chiedere agli ingegneri NASA, quei due ringonfiamenti all’altezza del petto sono dovuti agli attuatori lineari necessari alla rotazione del torso, ma anche volendo disattivare ogni malizia, è difficile non riconoscere un paio di seni. I responsabili del progetto si sono già affrettati a precisare che Valkyrie è un robot senza genere, ma il nome che hanno scelto, unito all’aspetto del robot, fanno pensare che la scelta sia stata in qualche modo conscia.

Ad ogni modo, donna o non donna, Valkyrie è anche uno dei pochi robot dotato di vestiario; e no, non è una battuta. I suoi creatori hanno ricoperto le varie componenti con una combinazione di tessuto e materiale spugnoso, che oltre ad avere una funzione protettiva, servono a dare alla macchina un aspetto più umano.
Il nostro robot è sofficespiega il team leader Nicolaus Radford “Se ci sfreghi contro mentre lavori non hai voglia di sentire il freddo metallo. Vuoi sentire qualcosa di naturale, come se stessi lavorando accanto a un altro essere umano.

Per questo stesso motivo, i piedi ultratecnologici di Valkyrie saranno fasciati da un paio di scarpe DC. Non so quanto questo possa aiutare il robot a destreggiarsi nelle zone disastrate, ma la NASA ha contattato apposta una serie di designer. Chissà, magari gli esperti di moda apprezzeranno.

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