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Windows 8.1 non basta. Microsoft deve semplificarci la vita

L’ultimo aggiornamento di Redmond risolve molti dei difetti di gioventù di Windows 8. Ma l'obiettivo vero resta la semplificazione delle piattaforme

Ancora una volta Microsoft è riuscita a salvarsi in corner. L’uscita di Windows 8.1, ammettiamolo, è una pezza che va a tappare un buco che rischiava di allargarsi ogni giorno di più, trascinando nel baratro le quotazioni di un settore – quello dei PC – che già non gode di ottima salute.

Per fortuna, come già successo in passato, Microsoft è società che sa fare tesoro dei suoi errori. E che sa rimediare in tempi tutto sommato ristretti. In fin dei conti c’è voluto solo un anno per rimettere le cose a posto. La mancanza di un tasto Start, certo, ma non solo: dal sistema di ricerca alle funzionalità di Help, dall’editing delle foto al trasferimento delle email in cartelle predefinite, dalla possibilità di ridimensionare le due metà di uno schermo all’integrazione con SkyDrive, tutte quelle piccole e grandi magagne che hanno fatto storcere il naso agli early adopters di Windows 8 sono state risolte, o quanto meno limate.

Bene. Ora che tutto è tornato alla normalità (o quasi) viene però spontaneo chiederselo: e adesso? Cosa dobbiamo aspettarci da Microsoft? L’ennesima rivoluzione copernicana che avrà bisogno dell’ennesima toppa? Personalmente non credo.

È vero, dopo Vista e Windows 8 non si può stare troppo tranquilli, ma ritengo che Windows 8.1 sia un sistema operativo che più che essere rivoluzionato ha bisogno di essere perfezionato. Dove semmai Microsoft dovrà intervenire, e profondamente, è sulla semplificazione della sua offerta.

Negli ultimi due anni la società californiana ci ha fatto credere di avere fra le mani un unico sistema operativo buono per tutte le piattaforme. Ma i fatti dimostrano tutt’altro. La verità è che Microsoft dispone oggi di tre piattaforme diverse – Windows 8, Windows RT e Windows Phone - destinate ad altrettanti tipologie di dispositivi (desktop/notebook, tablet/ibridi e smartphone). Troppe per un mercato che va verso la riduzione della complessità.

Sottolinea il buon David Pogue in un editoriale apparso ieri sul New York Times : "Il problema fondamentale di Windows 8 non è cambiato: ti fa lavorare su due sistemi operativi contemporaneamente. Salti da un universo a un altro — le combinazioni di colori, font e layout tutto cambia bruscamente — e questo è ancora stridente. Ci sono ancora troppi programmi e impostazioni duplicate. E ancora non puoi vivere interamente nell’uno o nell’altro mondo".

In un quadro di questo tipo tutto lascia pensare che Microsoft lavorerà nei prossimi mesi per ridurre o quanto meno consolidare le declinazioni di Windows. Ad esempio facendo convergere le due piattaforme ARM (Windows Phone e Windows RT) in un unico sistema operativo utilizzabile sia sui tablet che sugli smartphone, un po’ come fa Apple con iOS.

Non è questione di imitare la concorrenza ma solo di buon senso. Quel buon senso che, come dimostra l’uscita Windows 8.1, a Microsoft non è mai mancato.

 
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