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Stampanti 3D, ecco perché tutti vorremo averne una

Se Internet ha rivoluzionato l’accesso all’informazione la stampa tridimensionale stravolgerà il concetto di manufacturing

Una scena del film Easy Rider

Gli occhiali da sole sono per me come una seconda pelle. Sarà che sono un po’ fotofobico, sarà che mi sono sempre piaciuti i Blues Brothers, fatto sta che non metto piede fuori di casa senza un paio di lenti scure sugli occhi. Non ne ho mai fatto una questione di stile, intendiamoci. Anzi, diciamo pure che per me un modello vale l’altro, basta che mi protegga dai raggi furiosi di certe giornate estive.

L’anno scorso, però, mi sono fatto un regalo: un paio di occhiali di marca. Quasi 400 euro per un aggressivissimo modello stile Easy Rider con montatura firmata da un noto stilista italiano. Insomma, basta patacconi e finti Ray-Ban comprati per due lire dagli ambulanti in spiaggia, era arrivato il momento di fare un acquisto serio. E poi la salute degli occhi non ha prezzo.

Peccato che dopo nemmeno 12 mesi si è rotta un’astina. Una banale caduta e ciao, uno dei due sostegni della montatura firmata da un noto stilista italiano si è letteralmente spaccata in due. Morta un’asta se ne fa un'altra? No, perché a quanto pare quel modello è già fuori produzione e nessuno al mondo – ma proprio nessuno, nemmeno il produttore in persona – dispone dei ricambi. Bell’affare vero?

Ora non mi restano che tre alternative:

1) Buttare i miei occhiali da sole stile Easy Rider con montatura firmata da un noto stilista italiano in pattumiera.

2) Incollare l’astina degli occhiali con un po’ di nastro isolante e andare in giro con nonchalance sperando che la gente creda che quello sia un nuovo modello di tendenza.

3) Acquistare una stampante 3D che sappia ricrearmi un’esatta copia della mia astina perduta.

Proprio così. Ci sarà un giorno in cui il concetto di ricambio sarà morto e sepolto. Pensate a tutti quegli oggetti molto costosi – o semplicemente molto cari – che avete dovuto cestinare per via di questo o quel componente insostituibile. Con le stampanti 3D oggi potrebbero essere ancora in vita.

Ormai sappiamo tutti come funzionano. Le stampanti 3D recepiscono un file di modellazione solida da un computer e iniziano a creare oggetti sfornando una serie di strati una sopra l’altro. Ci si può fare di tutto: accessori per la casa, giocattoli, strumenti musicali, persino organi umani , armi e case . Insomma non ci sono limiti se non quelli dello scibile umano.

Dice sì, ma per stampare in 3D serve un software con il modello esatto dell’oggetto in 3D da replicare. Vero. Ma ci sarà un giorno in cui tutto il mondo reale sarà catalogato all’interno di grandissime librerie digitali contenenti oggetti sotto forma di modelli solidi computerizzati. E laddove non ci sarà quello specifico modello di quella specifica marca potremo sempre crearcelo noi il modello. Come? Con uno scanner 3D se non addirittura con una fotografia .

Certo, ci vorrà del tempo. Ad oggi una stampante 3D costa molto di più di un paio di occhiali da sole con montatura firmata da un noto stilista italiano. Senza contare il costo del materiale da utilizzare per la stampa. E a dire il vero dovremmo pure studiare qualche fondamento di CAD per capire se ciò che stiamo creando corrisponda davvero ai nostri desiderata.

Ma se davvero lo sviluppo di questi oggetti procederà con la stessa velocità con cui si sono affacciati sul mercato allora non ci sono dubbi: la stampa tridimensionale cambierà il manufacturing allo stesso modo in cui Internet ha rivoluzionato l’informazione.

 
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