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Il Samsung Galaxy S4 sarà un successo ma il futuro è di Google Glass

Ecco anche perché il più moderno e tecnologico fra i nuovi telefonini in arrivo rischia di passare in secondo piano di fronte alla rivoluzione annunciata da Mountain View

Meglio un uovo oggi o una gallina domani? Meglio uno smartphone oggi o un paio di occhiali a realtà aumentata domani? Tranquilli, non dovrete scegliere. Nel prossimo futuro potrete, anzi dovrete avere entrambi. Da un lato il pezzo di ferro contenente tutta la vostra vita digitale, dall’altro lo strumento per avere quei contenuti proprio davanti ai vostri occhi.

Di uno – lo smartphone - sappiamo già tutto. Dell’altro cominciamo a capirne piano piano le potenzialità. Di certo, per quello che si è visto finora dai filmatini rilasciati da Google, Glass sembra un progetto davvero rivoluzionario. Diciamolo pure: a suo confronto anche il più moderno smartphone dei nostri giorni sembra un oggetto vecchio di vent’anni.

Non è solo una questione estetica. Sotto quelle lenti che sembrano cavate fuori da una puntata di Star Trek, c’è molta, molta sostanza. C’è uno strumento che ci permetterà di fare tutto quello che già oggi facciamo con uno smartphone ma in un’ottica – è proprio il caso di dirlo – completamente diversa. E coinvolgente.

Ad esempio. Non servirà più sfoderare il nostro telefonino intelligente per fare una foto o un video. Ci basterà semplicemente pronunciare un comando e l’obiettivo di Google Glass si metterà in moto, regalandoci la prima vera esperienza fotografica wysiwyg (what you see is what you get): ciò che vedrete sarà ciò che avrete (in formato digitale). E non dovremo nemmeno consultare mappe digitali sul display del nostro touch-screen. Ci penserà Google Glass a mostrarci il percorso davanti agli occhi arricchendolo, se serve, con tutte lo straordinario patrimonio di informazioni dei suoi database. Significa ad esempio che potremo puntare gli occhi verso un ristorante per avere in tempo reale le informazioni sul tipo di cucina, gli orari di chiusura e l’indice di gradimento degli utenti.

Certo, ci sono ancora molti nodi da sciogliere. Uno su tutti: riusciranno la nostra vista e, soprattutto, il nostro cervello a gestire tutta questa quantità di informazioni senza andare in tilt? Lo vedremo. Finché non inforcheremo questi fantomatici occhiali a realtà aumentata non potremo davvero rendercene conto. D’altro canto, però, chi solo vent’anni fa, avrebbe mai immaginato di usare il telefono per fare le foto, farsi guidare nel traffico e persino lavorare?

L’impressione, comunque vada, è che l’arrivo di Google Glass cambierà il modo di costruire gli smartphone. Se oggi i produttori puntano tutto o quasi sulla qualità dei display e sulle gesture per migliorare l’interazione con gli utenti, fra un po’ di tempo il discorso potrebbe cambiare. Perché in fondo in un mondo in cui saranno un paio di lenti a fare da interfaccia alla nostra esperienza digitale a cosa ci servono schermi sempre più grandi e potenti? Forse lo smartphone del futuro sarà sempre più simile a un telecomando che non a un telefono.

Tempo al tempo quindi. Accogliamo con entusiasmo l’arrivo del Samsung Galaxy S4 e di tutti gli altri smartphone che promettono di alzare l’asticella, ma prepariamoci a qualcosa di molto più rivoluzionario. Qualcosa che ci farà vedere cose che non avremmo mai immaginato.

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