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Philips dice addio all’elettronica di consumo

L’azienda olandese vende alla giapponese Funai le attività realtive alla produzione dei prodotti audio, video e intrattenimento domestico. Resterà sul mercato per produrre sistemi per l’illuminazione e soluzioni per la salute e il benessere

– Credits: Philips

Ricordo perfettamente il giorno in cui toccai con mano il mio primo dispositivo Philips. Era il 1983 e mio padre aveva portato a casa un oggetto che sembrava prelevato da una civiltà aliena: un lettore di compact disc. Ricordo che per molti mesi fui uno dei bambini più invidiati della mia classe; ero quello che in casa aveva una specie di UFO pieno zeppo di led verdi che ti faceva sentire la musica come fosse suonata da un’orchestra dal vivo.

Merito di Philips, appunto, che a quei tempi era uno dei marchi simbolo dell’elettronica di consumo, un po’ come la Apple di oggi, se non di più. Fu proprio l’azienda olandese a lanciare sul mercato il nuovo standard dei dischetti digitali, un’innovazione che avrebbe segnato un cambiamento più che profondo per tutta la mia generazione. Non fu l’unica ovviamente: con Sony, Philips è stata forse la società che meglio di altre ha saputo lasciare il segno su tutti i fronti dell'elettronica in formato casalingo. Questo, almeno, fintantoché non sono arrivati i coreani, prima, e i cinesi, poi, a cambiare le carte in tavola.

Da quel momento, sono cominciati i guai. Prima una grossa crisi finanziaria, poi l’uscita dal segmento dei telefonini, poi quello dalle TV e ora l’ultimo atto: l’annuncio della vendita di tutte le attività legate all’elettronica di consumo.

Proprio così, Philips molla il colpo. In un ‘intervista al Wall Street Journal , il presidente esecutivo Frans van Houten parla di "margini troppo diluiti" e del fatto che nell’era dello streaming online "la gente non è più interessata ad acquistare lettori DVD o Blu-Ray".

Meglio vendere, prima che i buchi nel bilancio diventino voragini. Solo nell’ultimo trimestre le perdite hanno sfiorato i 500 milioni di dollari, praticamente il doppio di un anno fa.

Saranno i giapponesi della Funai Electric, nella fattispecie, a rilevare per 150 milioni di euro le attività relative al Lifestyle Entertainment, il segmento che comprende i prodotti audio, video e di intrattenimento domestico. Da domani (si fa per dire, visto che il processo di transizione durerà almeno fino al 2017), Philips rimarrà sul mercato solo come realtà specializzata in sistemi per l’illuminazione e soluzioni per la salute e il benessere, ad oggi i veri rami sani dell’azienda.

Con un colpo di spugna sono stati spazzati via 80 anni di storia di uno dei più grandi marchi tecnologici di tutti i tempi. Ma non scandalizziamoci. nel mondo tecnologico anche 10 anni sono un’era geologica; ci sono aziende che in molto meno tempo passano dalle stelle alle stalle, o viceversa.

Tanto di cappello allora a chi ha fatto grande il marchio di Eindhoven, e anche a chi, oggi – mettendosi una mano sul cuore e una sul portafogli – ha deciso di dare un taglio netto col passato. Si dice che la migliore decisione di IBM della sua storia recente sia stata quella di uscire dal mercato dei Personal Computer. Chissà mai che anche per Philips quest’atto doloroso, ma coraggioso, non segni un momento di svolta in positivo.

Le nuove generazioni sapranno senz'altro trovare nuovi e mirabolanti gadget tecnologici capaci di trasmettere sensazioni forti. Proprio come sapevano fare i prodotti Philips dei giorni migliori.

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