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La nuova Microsoft ricomincia da due

I dispositivi da un lato, i servizi dall’altro: Chris Capossela, EVP e Chief Marketing Officer di Redmond, ci spiega perché la società ha deciso di riorganizzarsi intorno a due aree ben definite

Chris Capossella, da 22 anni in Microsoft, è stato appena nominato EVP e Chief Marketing Officer della società

Quando scrivi di nuove tecnologie hai la possibilità (e la fortuna) di entrare in contatto con chi quell’innovazione la sta creando con le proprie mani, giorno dopo giorno. Può succederti così di ritrovarti nell’arco di una sola e concitatissima settimana davanti a Mark Zuckerberg (fondatore e CEO di Facebook), JK Shin (presidente e CEO di Samsung), Stephen Elop (CEO di Nokia) e Chris Capossela (numero due di Microsoft, l’uomo che affiancherà Satya Nadella nelle scelte strategiche del marketing di Redmond).

Grandi personaggi, ciascuno a modo suo, con storie molto diverse alle spalle sebbene accomunate dalla grande passione per il progresso guidato dai bit. In queste occasioni hai sempre qualcosa da imparare: che sia uno sguardo alternativo sul futuro piuttosto che un semplice aneddoto di vita societaria vissuta, puoi stare certo che porterai a casa almeno uno spunto prezioso su cui ragionare.

Incontrando Chris Capossela, per esempio, ho compreso una volta per tutte ciò che sta dietro al progetto di rinnovamento di Microsoft di cui si parla da tempo. Perché al di là degli slogan (One Microsoft ) e dei cambi al vertice c’è qualcosa di ben più profondo e radicato nell’evoluzione che sta portando il colosso di Redmond a cambiare pelle. Che mescola il vecchio con il nuovo, il passato con il futuro. L’attuale EVP e Chief Marketing Officer di Microsoft (vi consiglio, se non l’avete già fatto, di leggervi un piccolo estratto della sua biografia , dentro e fuori l’azienda) ha voluto spiegare alla stampa milanese come sarà la nuova Microsoft all’indomani del passaggio di consegne fra Steve Ballmer e Satya Nadella. Parlando, soprattutto, delle due aree intorno alle quali verterà la riorganizzazione societaria: i device da un lato, i servizi dall’altro.

La parte di device (dispositivi), ha chiarito il responsabile, verrà sviluppata sia internamente che esternamente, come dimostra l’attuale strategia commerciale nel segmento tablet: da un lato ci sono (e ci saranno) i prodotti Made in redmond, come Surface, dall’altro tutte le varie alternative create dagli OEM sulla base di Windows 8 e successivi. Lo stesso avverrà sul fronte più caldo delle tecnologie mobili, quello degli smartphone: Nokia diventerà a tutti gli effetti il braccio di Microsoft per ciò che concerne lo sviluppo di telefonini intelligenti ma ci saranno anche tutti i vari costruttori di terze parti - da HTC a Samsung, da Huawei a Lenovo e via dicendo – pronti a sviluppare terminali basati su Windows Phone.

Per quanto riguarda i servizi, invece, Microsoft sta provvedendo a riorganizzare ogni singola divisione software del suo gigantesco apparato intorno al cloud: così Windows Server e Sequel Server confluiranno in Windows Azure, mentre Office verrà rimodellato intorno a Office 365, un servizio sulle nuvole accessibile da qualsiasi dispositivo.

Dispositivi e servizi, dunque. Due aree che in realtà contano come quattro giacché Microsoft è convinta di poter dire la sua sia in ambito consumer che enterprise. In fondo - lo ha sottolineato più di una volta lo stesso Capossela – ci sono competitor che sanno fare le applicazioni ma non si occupano di prodotto, altri che sfornano gadget irresistibili ma senza alcuna strategia sul software e i servizi. Insomma, Microsoft crede di poter essere l’unico player dell’Olimpo tecnologico capace di poter competere su tutti i fronti. Se non sapessimo che è vero, in effetti, stenteremmo a credere che dietro alla Xbox e ai più noti sistemi operativi aziendali c’è sempre lo stesso marchio.

 
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