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Apple, Tim Cook e il lato verde della Mela

Risultati confortanti dall'ultimo rapporto ambientale del gigante di Cupertino. Che dimostra una volta di più l'attenzione agli aspetti di natura etica del suo CEO

– Credits: Apple

Se avete qualche minuto vi consiglio di leggere l'ultimo Rapporto sulla Responsabilità Ambientale di Apple : scoprirete uno dei lati nascosti della società più chiacchierata del mondo hi-tech. Un lato più nobile – oltre che verde – rispetto a quello della macchina da guerra che insieme alle altre stelle del firmamento tecnologico ci appare quotidianamente su tutti i principali notiziari tecnologici e non.

Ecco, leggendo i risultati e le strategie di Cupertino in campo ambientale, vien quasi da pensare che Apple voglia sì cambiare il mondo, ma fino a un certo punto. L'altro lato del progresso, è la storia che ce lo insegna, è quello "cattivo", quello che porta allo sfruttamento sconsiderato delle materie prime e delle risorse energetiche; lasciando un conto molto salato alle generazioni future. Così Tim Cook ci tiene a rimarcare una volta di più l'impegno della sua società a – sono parole sue – lasciare il mondo meglio di come lo ha trovato.

Sembrano i consueti slogan un po' demagogici tipici delle grandi multinazionali, se non fosse che Apple è oggi nelle condizioni di sventolare tutta una serie di fatti che vanno ben oltre le parole: programmi di riciclo capaci di dirottare oltre 421 milioni di libbre di apparecchiature dalle discariche, eliminazione dalle linee produttive di sostanze nocive quali PVC, ritardanti di fiamma bromurati e ftalati; data center interamente alimentati da fonti pulite e rinnovabili (energia solare, eolica e geotermica); estensione delle rinnovabili al 94% delle strutture aziendali globali (erano il 35% nel 2010); riduzione del 57% dell'energia totale media consumata negli stabilimenti Apple dal 2008 ad oggi.

Risultati che non passano inosservati (nemmeno a un occhio critico come quello di Greenpeace ) soprattutto se si tiene conto che stiamo parlando della stessa azienda che nell'era Jobs era finita più volte nell'occhio del ciclone per questioni legate alla corporate social responsability (ricordate l'inchiesta del New York Times all'interno delle fabbriche Foxconn?). Tim Cook forse non avrà il carisma, la visionarietà e la capacità di elettrizzare le folle del suo predecessore. Ma in materia di comportamenti etici e virtuosi sembra non temere confronti. 

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