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Apple e i brevetti della discordia: cosa cambierà per gli utenti Samsung (e Android)?

La sentenza della Corte di San José dà ragione alla Mela. Che da oggi può rivendicare a buon titolo la paternità di alcuni brevetti sul lato estetico e funzionale. Ecco alcuni esempi concreti di ciò che potrebbe cambiare per Samsung e gli altri produttori della scuderia Android

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– Credits: Kt Ann@Flickr

Quindi ha ragione Apple, almeno per la giustizia americana: Samsung ha copiato , e per questo dovrà pagare. Ma – a parte l’assegno da oltre un miliardo di dollari che verrà staccato dai tesorieri coreani a favore di quelli di Cupertino – cosa cambierà in concreto per gli utenti e in particolare per quelli che fino a oggi hanno sempre sposato la causa di Android?

Qui di seguito cinque aspetti che potrebbero cambiare radicalmente la forma e la sostanza dei dispositivi mobili di nuova generazione. Il condizionale è d’obbligo, innanzitutto perché il processo è ancora in corso (e molte cose potrebbero cambiare) e in secondo luogo perché resta da capire quale sarà la politica di Samsung e degli altri produttori Android alla luce delle eventuali condanne: cercheranno soluzioni alternative o preferiranno pagare delle royalty ad Apple pur di continuare a utilizzare (legalmente) certi brevetti?

1. Mai più dispositivi simil-iPhone

Schermo piatto incassato in una cornice, angoli arrotondati, pulsante centrale di home: il cosiddetto look di famiglia degli iGadget, e in particolare dell’iPhone, è tutta roba che appartiene ad Apple e solo ad Apple. Gli altri produttori se ne facciano una ragione e trovino il modo di progettare dispositivi meno convenzionali.

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2. La griglia con le icone quadrate

La semplicità è una delle armi con la quale Apple ha conquistato il mercato dei telefonini intelligenti, anche sul piano quello funzionale. In questo senso la home con la griglia di icone colorate posizionate al di sopra di una barra degli strumenti ha fatto scuola. A tal punto da essere considerata dalla corte di San José uno degli elementi distintivi della fisionomia di Apple. E quindi inimitabile.

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3. Il pinch-to-zoom

Puntare il pollice e l’indice a compasso per ingrandire o rimpicciolire foto o pagine Web è qualcosa che ormai appartiene alla cultura di chiunque abbia mai smanettato su uno smartphone multi-touch. Da oggi, però, i rivali di Apple dovranno cercare altri modi di utilizzare le combinazioni delle dita, giacché questa è una gesture proprietaria della Mela o, se volete, una iGesture.

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4. Il tap-to-zoom

Come sopra. Un brevetto specifico protegge la capacità dei dispositivi Apple di zoomare su singole porzioni di pagina attraverso un doppio tocco sul display. Anche in questo caso si tratta di una combinazione ritenuta esclusiva di Apple, indi non duplicabile.

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5. Lo scroll con il "rimbalzo"

In gergo si chiama scroll-back o rubber-banding ed è quella sorta di piccolo rimbalzo dell’interfaccia utente che si verifica ogni qual volta si effettua lo scrolling fino alla fine (o all’inizio) della pagina. Su questo fronte – occorre dirlo – i produttori stanno già lavorando da tempo per travare alternative all’efficace sistema brevettato da Apple. In questo video alcuni esempi relativi al mondo Android.

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Ovvero: ecco perché la sentenza a favore della Mela potrebbe avere ripercussioni ben più ampie di quelle emerse dalla sentenza di San Jose. Coinvolgendo Google e l’intero fronte di produttori Android

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