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Tecnologia: i flop del 2013

Tra gadget, app e tablet c’è chi si aspettava un anno migliore. Ecco chi ha perso

– Credits: cjmartin, Flickr

Alcuni prodotti, fisici e virtuali, sono destinati al successo quasi lo avessero scritto nel loro DNA, meglio, nel codice di sviluppo. Altri, seppur con la cocciutaggine di chi non si spiega il perché, faticano e quasi sempre arrancano a trovare posto nel cuore delle persone. Il 2013 non è stato un grandissimo anno per l’industria tecnologica. Complice la crisi economica che ha investito prima gli USA e poi l’Europa, i grandi produttori hanno faticato nel proporre prodotti interessanti svecchiati dallo status di “nicchia” dove spesso vengono rilegati. Succede così che BlackBerry si è fatta più social e consumer, oppure che Microsoft si sia lanciata nel mercato dei tablet, con risultati simili, pressoché deludenti.

Certo non è stato così difficile per tutti. Si pensi al successo del Galaxy S4 di Samsung (seppur in misura ridotta al precedente S3) oppure allo sbocciare di servizi social come Instagram o Snapchat. Insomma non esiste una regola unica che porti al successo e le aziende lo sanno bene. Alcuni prodotti hanno sofferto di una scarsa “user experience”, altri di un ridotto appeal verso l’utente medio. Ecco alcuni dei più grandi flop tecnologici dell’anno che sta per finire.

Facebook Home

In principio doveva essere un telefonino fatto in casa; è finito col diventare un launcher per Android. Facebook Home è stato lanciato nel mese di aprile per una manciata di dispositivi con il sistema operativo mobile di Google. L’obiettivo non era nemmeno tanto male: mettere al centro dell’esperienza smartphone il mondo Facebook tra cui contatti, messaggi di chat e contenuti multimediali. Il risultato? Dopo alcune settimane Google Play viene invaso di commenti negativi e l’HTC First, primo Facebookfonino ad aver Home integrato, è una delusione. Il suo prezzo, per un contratto con operatore statunitense, scende da 99 dollari a 99 centesimi. Della serie: “Non lo comprerei nemmeno se mi pagano”.

BlackBerry 10 e BlackBerry Z10

Evitiamo le confusioni: il primo è il nuovo sistema operativo lanciato dalla ex RIM, il secondo è il primo smartphone ad integrarlo. Il 2013 doveva essere l’anno del rilancio definitivo di BlackBerry ma è diventato quello della sua morte, o quasi. Quasi un anno fa, era il Gennaio 2013, l’azienda rilasciava l’OS BlackBerry 10 e di lì a poco lo smartphone full touch Z10. Nonostante il sistema operativo non sia così brutto, uno dei difetti principali sembra essere stato quello di volersi mettere in competizione con i mostri sacri iOS e Android. Un affronto che il mercato non ha retto: a settembre la società ha riportato una perdita di 1 miliardo di dollari con il conseguente licenziamento del 40% dei dipendenti. Mentre il nuovo anno si avvicina, BlackBerry resta in attesa di conoscere il proprio futuro, con parte dello staff dirigenziale andato altrove.

Samsung Galaxy Gear

Il trend dell’orologio da polso intelligente è partito dalla Corea. Samsung, anticipando le voci di uno smartwatch di Apple, Google e Microsoft, ha lanciato il Galaxy Gear durante lo scorso settembre. Diciamola tutta: ci saremmo aspettati di più, non solo dal punto di vista software ma anche esteticamente. Ogni geek che si rispetti avrebbe fatto follie per girare in città con un gadget degno del miglior Marty McFly e invece ci ritroviamo tra le mani un orologio che sembra proprio un orologio. Sotto la scocca poi c’è qualcos’altro ma anche qui nulla di che. Il supporto è solo verso il Galaxy Note 3 e il Galaxy S4, chi non ce l’ha farebbe meglio a comprarsi uno Swatch.

Microsoft Surface RT

È encomiabile il voler risollevare le sorti dell’economia hi-tech proponendo device a prezzi ridotti, ma chi vuole un RT quando può avere (a qualche centinaia di euro in più) un Pro? Una differenza che va al di là delle semplici sigle alle quali Microsoft ci ha abituati. La versione RT del primo tablet di Microsoft, conosciuto come Surface, è poco più di un Lumia (tant’è che anche Nokia ha lanciato un proprio tablet Windows 8 RT): in grado di far girare una vasta serie di app, non è compatibile con i programmi classici, quelli ai quali siamo affezionati. E non va giù la pillola che per RT ne esistano versioni specifiche (vedi Office con Word, Excel, PowerPoint e Outlook); se ho un tablet Microsoft con Windows voglio utilizzare Windows. Forse non ci abitueremo mai a Windows 8 e al placebo del ritorno del pulsante Start nella versione 8.1, tanto meno a a Windows RT, lontano parente della versione Pro, di quelli che non si telefonano nemmeno a Natale.

Twitter Music

Anche il miglior gregge ha la sua pecora nera. Forse non ricordate nemmeno cosa sia l'app Twitter Music. Noi l’abbiamo provata e il potenziale per diventare un flop c’era, eccome. Disponibile solo per iOS negli Stati Uniti, Twitter Music è un’app che mostra gli artisti più “followati” e “twittati” degli ultimi giorni, in una sorta di classifica social che spesso si basa più sulle vicende postate sul microblog che sull’effettivo contributo dato all’industria musicale. Il risultato? Lanciata in aprile già ad ottobre si vociferava di una sua morte, forse prematura d'accordo, ma in pochi ne sentiranno la mancanza.

 
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