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Tasteet: ecco come funziona il servizio che ti permette di cercare il piatto

Dove mangiare una buona cotoletta alla milanese? E uno strudel a regola d’arte? Da due startupper italiani, il menu a portata di clic

Alzi la mano chi non si è lasciato influenzare almeno una volta nella vita da uno dei tanti servizi Internet che offrono suggerimenti sui migliori ristoranti della zona. Da TripAdvisor a Yelp fino al nostrano 2Spaghi, la Rete è sempre più prodiga di consigli per coloro che non amano gli appuntamenti al buio quando si tratta di mangiare (e bere) bene.

Per quanto capillari e ben strutturati, tuttavia, questi servizi raramente prestano attenzione a quei dettagli che in molti casi possono fare la differenza, soprattutto in quei Paesi (vedi l’Italia) in cui il culto della tavola è quasi religioso. Lasciando in molti casi gli utenti davanti a una mera lista di siti mangerecci con poche recensioni (chissà mai se attendibili) e nessun genere di informazione analitica sui menu e sui prezzi alla cassa.

A questa lacuna ormai cronica del Web in formato enogastronomico prova a porre rimedio Tasteet, un servizio che mira a ribaltare il paradigma con cui gli utenti (per il momento solo quelli tricolori) vanno alla ricerca dei migliori posti in cui mangiare. Dal ristorante al piatto: Tasteet si basa infatti su un enorme database che raccoglie i menu dei ristoranti italiani con le specifiche delle singole pietanze e i loro prezzi.

 

“Siamo convinti che sempre più utenti cercheranno cosa mangiare, più che dove mangiare” - ci spiegano Alessandro Coltro e Lorenzo Cesana, i due giovani co-fondatori dell’iniziativa attualmente incubata da Digital Magics - sottolineando l’importanza che assumerà il menu digitale come strumento di informazione per i tantissimi palati fini che utilizzano il Web al posto della Guida Michelin. “È una nuova opportunità per i consumatori ma anche per i ristoratori, che possono di fatto aprirsi a una platea potenzialmente infinita registrando, gratuitamente, il menu del proprio locale all’interno della piattaforma”.

Ad oggi Tasteet raduna più di 120 mila piatti suddivisi per categorie (ad esempio pizza, risotto, sushi, cotoletta, strudel), offrendo per ciascuno di essi informazioni sugli ingredienti, sull’impiattamento (laddove sia presente una foto a corredo) e ovviamente sul prezzo reale. Grazie all’accordo con alcuni servizi di delivery e prenotazione, inoltre, il servizio consente di riservare un tavolo nel locale d’interesse. Più avanti, spiegano i responsabili, ci sarà spazio anche per un’applicazione per smartphone e tablet e per un servizio di rating che permetterà di valutare la qualità del cibo. “Su questo aspetto”, spiegano i responsabili, “saremo molto scrupolosi, lavorando su tutte quelle buone pratiche che permettono di separare le recensioni false da quelle veritiere”.

Va da sé che il successo dell’iniziativa sia legato a doppio filo al tipo di interazione che si innescherà coi ristoratori, categoria non sempre avvezza all’utilizzo delle nuove tecnologie. “I tempi però stanno cambiando”, ci tengono a sottolineare i creatori del sito: “La competizione è più marcata che mai anche nel settore della ristorazione e il passaparola, da solo, ormai non basta più. Senza dimenticare che dietro ai fornelli ci sono, e ci saranno, sempre più nativi digitali, cuochi e gestori nati e cresciuti nell’era di Facebook e Google”.

Tortellini e agnolotti si faranno ancora con le mani, insomma, ma Internet - anche in questo caso - può cambiare le regole del gioco.

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