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Sony Xperia P, la recensione

Non lasciatevi ingannare dalle apparenze. Sotto un vestito poco appariscente, il middlerange giapponese nasconde una dotazione per nulla anonima, soprattutto sul versante fotografico

Sony Xperia P

L'Xperia P sulla docking station – Credits: Sony

Il Sony Xperia P è quel genere di smartphone che difficilmente noteresti in una teca di vetro di un negozio di telefonia. Se non fosse per quella sottile striscia trasparente che racchiude i tre tasti virtuali di Android forse nemmeno lo riconosceresti. Anche perché, diciamocela tutta, questi telefonini full-touch si assomigliano un po’ tutti.

Eppure magari sei fra quelli che non scelgono il cellulare in base al marchio, alle dimensioni, ai lustrini e alle paillettes: ti interessa solo la sostanza. Ad esempio ti hanno detto che c’è questo modello della Sony con un rapporto qualità-prezzo piuttosto interessante. Il tutto in un corpo che si dimostra perfettamente bilanciato in termini di peso (circa 120 grammi).

Eccolo allora il Sony Xperia P. Ti aspetteresti il classico telefonino di classe media che fa di tutto un po’ ma senza eccellere in niente, e invece… E invece il Sony Xperia P si dimostra brillante e luminoso (pur senza essere un Oled), straordinariamente reattivo specie quando si tratta di navigare su Internet (il processore dual core da 1 GHz è perfetto per la cilindrata di questo telefono), e poi c’è l’aggiornamento ad Ice Cream Sandwich (disponibile da qualche settimana) che è un po’ come quando chiami l’architetto per ristrutturare casa: tutt’a un tratto ti sembra di essere in un ambiente nuovo, più luminoso, più accogliente.

La dotazione multimediale, invece, quella non ha bisogno di aggiornamenti: l’Xperia P si dimostra già attrezzato a dovere: gli altoparlanti integrati sono di quelli che si sentono anche a distanza ma è soprattutto sul versante fotografico che lo smartphone giapponese fa la voce grossa.

La fotocamera da 8 megapixel non sfigurerebbe nemmeno su un telefonino di fascia più alta, sia in modalità di scatto che nella ripresa video. Per capirlo basta mettersi a distanza di pochi centimetri dal un soggetto qualsiasi, fosse anche la tazzina di caffè che hai lasciato sul tavolo, e cominciare a scattare, oppure filmare al massimo della risoluzione (full HD, 30 fotogrammi al secondo): definizione, profondità e colori sono notevoli (tenuto conto che stiamo pur sempre parlando di un telefono). E poi tanto di cappello ai tecnici Sony che hanno rispolverato il tasto laterale per l’accesso diretto alla fotocamera, una commodity che – complice il continuo assottigliamento dei terminali – è ormai in via di estinzione.

Che il nuovo Sony Xperia P non sia il solito “esponente” della classe media lo si capisce anche dal corredo per la connettività: oltre alla compatibilità con i vari network 3G, troviamo anche un’uscita Hdmi (il cavo è incluso) e – ciliegina sulla torta – la possibilità di interagire via NFC con le cosiddette smart tag, le etichette dintelligenti che permettono di attivare in automatico configurazioni predefinite (ad esempio i setting per l'utilizzo in auto) semplicemente all'avvicinarsi del terminale.

Certo, a volte hai come l’impressione che con qualche pollice in più sarebbe tutto più facile, specie quando si tratta di scrivere (anche se, non dimentichiamoci, che per qualcuno 4 pollici è una taglia extralarge...). E poi hai come l’impressione che con una batteria da 1350 MAh non ti conviene pigiare troppo sull’acceleratore se non vuoi correre il rischio di rimanere a piedi nel mezzo della giornata.

Ma nel complesso il Sony Xperia P resta uno smartphone di grande sostanza. Soprattutto ora che gli sconti sul prezzo originario (449 euro) sono piuttosto aggressivi.

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