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I Preferiti di Twitter nelle timeline: agli utenti non piace

Per i veterani della piattaforma è una bestemmia. Ma il vero problema è che nessuno sa come si deve usare il tasto Preferiti

Twitter cage

– Credits: mkhmarketing @ Flickr

Alcuni fra gli utenti Twitter più navigati entro stasera finiranno per mettersi le mani nei capelli, garantito. Questo perché Twitter ha deciso di sperimentare una nuova funzionalità che fa sì che i tweet favoriti dagli utenti escano dal silenzio della cartella Preferiti per finire nelle timeline di altri utenti.

Fino a ora, il tool Preferiti è stato utilizzato come se la funzionalità non lasciasse alcun tipo di traccia: un utente postava un contenuto, un altro esprimeva la preferenza, e a meno che qualcuno non decidesse di andarsi a spulciare i profili di quegli utenti, nessuno a parte loro due sarebbe stato a conoscenza di quella preferenza.

In queste ore però, alcuni utenti si sono visti apparire nella timeline tweet di utenti che nemmeno seguono, solamente perché uno dei loro contatti ha espresso una preferenza per quel contenuto. Parallelamente, nelle timeline hanno cominciato ad apparire anche informazioni come “l’utente caio ha iniziato a seguire l’utente tizio.”

Apriti cielo. Per gli utenti storici della piattaforma, una simile mossa rappresenta un tradimento delle regole non scritte del social network, che sostanzialmente prevedono una presa di distanza piuttosto ferma dal “tutto dev’essere condiviso” tipico di Facebook. L’esperimento è probabilmente volto a indorare la pillola ai nuovi utenti che, spesso, approdando su Twitter, si trovano disorientati dal “galateo” tipico della piattaforma.

Ma nonostante le comprensibili controversie fiorite in queste ore, da questo “esperimento” si apprende un dato di cui Twitter dovrebbe tenere conto: a differenza del Like di Facebook, o del +1 di Google+, non è ben chiara agli utenti l’utilità del tasto Preferiti. C’è chi lo utilizza come scorciatoia per tenere traccia di tweet che rimandano a contenuti che vorrebbe aprire in un secondo momento, chi lo utilizza come risposta veloce per ringraziare un utente che lo ha menzionato, e chi invece ne fa l’uso per cui era stato introdotto in origine: esprimere una preferenza per un determinato tweet.

Il fatto è che, mentre il tasto Like ha un’importanza cruciale all’interno di Facebook, ed è una delle variabili fondamentali su cui l’algoritmo si basa per assortire il feed principale, il tasto Preferiti ha storicamente avuto ben poco peso nell’economia social di Twitter. Recentemente, con uno dei gli ultimi restyling, Twitter aveva deciso di creare una tab apposita per i preferiti che potesse essere visibile direttamente dal profilo utente.

Ora Twitter prova a esporre ancora di più i contenuti Preferiti, suscitando l’ira di chi pensava che quel tasto a forma di stella potesse garantire una qualche forma di privacy (o un sistema per arruffianarsi in relativo silenzio gli utenti più influenti). Volendo tenere conto delle neccessità dell’utenza, Twitter potrebbe approfittarne per valutare di sostituire o sdoppiare il tasto Preferiti, magari introducendo un tasto che consenta di esprimere la propria preferenza in modo pubblico, e uno che consenta di tenere traccia dei contenuti in forma privata.

 
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