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Ecco perché Twitter sta censurando tutte le immagini del reporter decapitato

La scelta del social applica una direttiva recente in caso di morti in "determinate circostanze". Ma molti utenti non sono d'accordo

twitter black

– Credits: Andreas Eldh @ Flickr

Non erano passati che pochi minuti da quando le prime reti americane avevano trasmesso le immagini della decapitazione di James Foley, che in rete hanno cominciato a circolare immagini, clip e gif estratti da quel filmato. La diffusione a macchia d’olio di questi frammenti di filmato è stata talmente rapida e massiva da indurre alcune piattaforme, in primis YouTube e Twitter, a intervenire per eliminare quei contenuti e, in alcuni casi, a sospendere gli account di chi gli aveva condivisi.

Naturalmente, una mossa simile non ha mancato di sollevare critiche, in particolare su Twitter, da molti ancora considerata come un baluardo della libera condivisione di informazioni in Rete. Nelle ultime ore, la polemica ha assunto i connotati di interrogativi piuttosto precisi : Che diritto ha Twitter di decidere cosa io possa o non possa vedere? Ma soprattutto: in che modo Twitter può decidere cosa sia o meno violento?

In realtà, prima di schierarsi, è opportuno sapere in che modo Twitter ha agito per eliminare le copie del filmato e le relative immagini. Non si è trattato infatti di una mossa una tantum, nel farlo Twitter ha di fatto adottato una nuova direttiva che la società stessa aveva introdotto in seguito alla morte dell’attore Robin Williams .

Twitter rimuoverà le immagini di individui deceduti in determinate circostanze, come forma di rispetto verso i loro cari” si legge in un comunicato ufficiale “I famigliari e altri individui autorizzati possono ora richiedere la rimozione di immagini o filmati di individui deceduti, a partire da quando si verifica l’evento critico ai momenti precedenti o successivi alla morte. [...] Nel valutare queste richieste, Twitter tiene in considerazione fattori di interesse pubblico come la rilevanza del contenuto a livello giornalistico e potrebbe non essere in grado di adempiere a ogni richiesta.

Indicazioni come “quando si verifica l’evento critico” e “rilevanza del contenuto” rendono chiaro che Twitter valuterà quali contenuti eliminare a sua completa discrezione. In parole povere: qualcuno sta diffondendo sulla piattaforma immagini che insultano la memoria di un tuo parente morto? Scrivi pure a privacy@twitter.com, ma non è detto che ti diano retta.

Diversa è invece la situazione per il caso James Foley. A detta di Twitter, la rimozione dei contenuti è avvenuta in seguito a una formale richiesta da parte dei famigliari del reporter. In questo caso, naturalmente, Twitter può tranquillamente giustificare la sua decisione appellandosi alla “rilevanza del contenuto a livello giornalistico”, ma a questo punto sorgono perplessità sul perché questa solerzia non sia stata dimostrata in occasione di altri link e altri contenuti, sempre relativi barbarie perpetrate dall’ISIS, che riguardavano vittime non americane.

Nel frattempo, non si placano le polemiche sulla libertà di espressione e sul diritto di informazione. C’è chi afferma che il video andava censurato perché la sua diffusione farebbe il gioco dei carnefici, altri invece ritengono che non spetti a Twitter porsi come autorità censoria in questo genere di questioni.

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