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Twitter fa causa al governo degli Stati Uniti

Il Governo Federale, secondo Twitter, sta violando il primo emendamento della Costituzione amercana che tutela la libertà di parola e di espressione

Twitter cage

– Credits: mkhmarketing @ Flickr

Una mossa che spiazza tutti gli attori del web, da Google a Facebook: Twitter fa causa all'amministrazione Obama rea di violare il primo emendamento della Costituzione americana che garantisce la libertà di parola e di espressione.

Nell'era del dopo Snowden, il social network fondato a San Francisco da Jack Dorsey e guidato da Dick Costolo, prende di mira soprattutto il Dipartimento della Giustizia e le norme speciali che regolano i rapporti tra il dipartimento di giustizia statunitense e i servizi online: queste regole infatti impedirebbero a Twitter, e a tutti i social, di dare informazioni complete sui programmi di sorveglianza del governo.

Programmi che monitorano milioni di persone a loro insaputa mentre interagiscono sui social.

Fino ad ora gli altri social network avevano firmato un accordo con il governo federale che permetteva di poter informare gli utenti sul numero di informazioni richieste sul loro account dal governo stesso.

Allo stesso tempo, però, viene vietata la diffusione di informazioni sui programmi di sorveglianza avviati dalle agenzie governative. Ovvero, è vietato rivelare l'obbiettivo del programma di monitoraggio.

Twitter però non ci sta e ha deciso di fare un passo ulteriore: vuole una maggiore trasparenza e si batte per il diritto degli utenti di sapere anche lo scopo dei programmi di sorveglianza del governo. Altrimenti l'informazione trasmessa diventa incompleta e inesatta.

Vedremo se la lotta di Twitter trascinerà anche gli altri big del web ad affiancarsi per una maggiore tutela e trasparenza nei confronti degli utenti.

Anche se, a oggi, dubito potrà esserci.

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