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Twitter, preparatevi a scaricare l'archivio dei vostri tweet

Gli utenti lo chiedevano a gran voce fin dalla nascita della piattaforma. Da oggi, Twitter comincia a testare un sistema per scaricare l'intero archivio dei propri tweet. Siete pronti a ricordarvi come avete imparato a cinguettare?

Twitter Sketch

– Credits: Shawncampbell@Flickr

Da qualche ora a questa parte, il Web è occupato da un passaparola tanto insistente quanto difficile da comprendere. La notizia è questa: Twitter sta cominciando a dare ai propri utenti la possibilità di scaricare l’intero archivio dei propri interventi sulla piattaforma, dal primo imbarazzante tweet in cui chiedevi “Ehilà, c’è qualcuno?” all’ultimo calibratissimo accrocchio di 140 caratteri, studiato a tavolino per farti sembrare un vero internettuale.

Va bene, va bene, prima di derubricare la questione alla voce “fesserie da nerd”, aspettate qualche altra riga. Stiamo parlando di una funzionalità che gli utenti attendono da anni, più o meno dal 2006, quando Twitter era ancora un social network in erba e già gli utenti più affezionati scalpitavano per aver uno strumento che consentisse loro di collezionare l’intera, imprescindibile collezione dei loro acutissimi interventi. A luglio, il CEO Dick Costolo, dopo che le pressioni degli utenti si erano fatte ingenti (del resto, Facebook e Google hanno messo a disposizione da tempo strumenti simili), aveva annunciato che il tool sarebbe stato pronto per la fine del 2012.

Detto fatto, a partire da ieri una “piccola percentuale di utenti” ha visto comparire in fondo alla pagine delle impostazioni la voce “Your Twitter Archive” e, inoltrata la richiesta, ha ricevuto via mail un file html contenente l’intera collezione dei propri tweet suddivisi per mese.

Ma cosa se ne può fare un utente di una simile carrellata di messaggi da 140 caratteri? Diverse cose. Innanzitutto, è l’unico modo per recuperare i primi tweet postati, nel caso tu ne abbia già pubblicati più di mille. C’è chi vuole allestire una sorta di diario 2.0, chi è così autoreferenziale da voler stampare un’infografica con tutti i propri cinguettii, ma c’è anche chi da tempo cerca di risalire a un contributo, a un’interazione (magari con una Twitter star che l’aveva ritwittato) o a una foto, che ormai è virtualmente inaccessibile.

Le cose cominceranno a farsi interessanti quando cominceranno ad essere sviluppati strumenti dedicati all’organizzazione, alla visualizzazione e alla rielaborazione di questi dati. Preparatevi a nugoli di utenti che pubblicheranno (magari su Facebook) delle tag cloud (o perché no, delle hashtag cloud) in cui scopriranno che le parole da loro più utilizzate nei tweet sono imprecazioni o intercalare come “cioè”.  Ma le possibilità sono piuttosto ampie, e c’è da scommettere che in molti non esiteranno a sfruttare il proprio archivio di tweet per trovare un altro modo di mettersi in mostra.

Nel caso vi stiate già sfregando le mani, è mio dover ricordarvi che buona parte dei link che avete postato anni fa in questo momento saranno probabilmente inaccessibili. Come abbiamo spiegato lo scorso settembre, infatti, il 30% dei link postati da almeno 3 anni su Twitter conduce a una pagina vuota.

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