CircleMe
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Torna CircleMe e parla italiano

Il social network ideato da un ex di Google si aggiorna con diverse novità. E insidia Google Plus

CircleMe è un social network che si distingue subito dalla massa. Nato come idea nel 2011 viene lanciato ufficialmente un anno dopo conquistando subito premi e riconoscimenti vari (l'app è stata una delle due startup italiane finaliste al Mobile Premier Award 2013 del Mobile World Congress). Si basa tutto un semplice concetto: i social network “classici” sono diventati piattaforme che mettono sotto la lente di ingrandimento fatti e vicende che spesso non ci riguardano e che sono lontane da noi. È il caso di Twitter che in poco tempo è diventato l’agenzia di stampa internazionale preferita dai semplici utenti e addetti ai lavori (come noi giornalisti). Facebook, dal canto suo, pare essere ormai un contenitore enorme, dove è possibile trovare di tutto: dalle foto ai video di Ice Buckett Challenge, fino alle storie più in voga nei paesi del mondo, sport, politica, gossip e nel mezzo una richiesta onnipresente a Candy Crush Saga.

Ritorno al futuro

Insomma dov’è finito l’utente, punto cardine di ciò che i social network dovrebbero rappresentare? Ecco allora CircleMe, che all’epoca dell’uscita come app per iPhone, Android e BlackBerry si definì “il social network delle passioni”. Ed è proprio ciò su cui i basa: circle me sta proprio ad identificare la volontà e necessità che il cerchio metta in evidenza sempre di più l’utente, per far scoprire agli altri quali sono i suoi veri interessi, i libri che legge, la musica che ascolta e gli hobby che intraprende nel week-end. Pensateci un attimo: è proprio quello che sta accadendo negli ultimi tempi su Facebook con il boom delle cosiddette “liste”, ovvero persone che nominano i loro contatti chiedendo di elencare i 10 titoli preferiti in una certa categoria (libri, musica, film, e così via). Ed è ciò che ha tentato di fare Google con il suo Plus, con risultati non proprio eccellenti.

Se una persona sa cosa cercare usa Google, ma se vuole essere stupito da qualcosa di nuovo o interessante CircleMe è la risposta Giuseppe D'Antonio

Se l’utente sente la necessità di chiamare in causa direttamente con un post i suoi amici è perché Facebook ha perso quel senso di intimità che professava all’inizio. Non è più l’utente il centro del suo mondo, ma lo sono gli annunci pubblicitari, i click sui video in autoplay e i banner, il download di app integrate nella piattaforma. Non che sia un male assoluto (del resto Zuckerberg deve pur campare con la sua creatura) ma non è nemmeno ciò per cui ci eravamo iscritti anni fa. “CircleMe é uno dei modi più efficaci ed intelligenti per scoprire contenuti e servizi sul web, relativi ai tuoi interessi. Se una persona sa cosa cercare usa Google, ma se vuole essere stupito da qualcosa di nuovo o interessante o se vuole rimanere sempre aggiornato in tempo reale su ciò che davvero li sta a cuore, CircleMe può essere la soluzione ideale” – ci spiega Giuseppe D’Antonio, fondatore di CircleMe ed ex di Google.

What's pasta?

Oggi CircleMe lancia la prima versione della piattaforma web completamente localizzata in italiano, conseguenza del grande successo che sta riscontrando da noi, dove gli iscritti sono decine di migliaia (soprattutto nelle città di Milano, Roma, Napoli e Torino), con una comunità seconda solo a quella degli Stati Uniti. “Per il nostro team, questo lancio è molto importante sia dal punto di vista strategico che emotivo – sottolinea D’Antonio - CircleMe è una realtà nata in Italia, nonostante il suo team e le sue prospettive siano internazionali. Sono certo che la localizzazione in italiano del sito web sarà apprezzata dai tantissimi utenti connazionali, molti dei quali sono veri e propri trend-setters dal punto di vista tecnologico. La localizzazione in italiano era richiesta da tempo dalla nostra comunità e finalmente è accessibile a tutti”.

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– Credits: CircleMe

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