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#Svegliamuseo: l’arte si fa social

Siamo tra i primi paesi per cultura e turismo ma i nostri musei non sono su Facebook e Twitter. Ancora per poco 

Il Mart di Rovereto, uno dei musei già "svegli" secondo #svegliamuseo – Credits:  iMaffo , Flickr

Partiamo da un presupposto: museo non fa rima con vecchio, statico e noioso, anzi. Una singola visita museale può far nascere passioni che poi possono proseguire nel tempo per l’arte, la scultura, l’archeologia e così via. Se c’è una cosa che può aiutare i musei (italiani e non) a togliersi di dosso qualche stereotipo di troppo, questa è internet, inteso nel più specifico campo del 2.0, un contesto naturale che rende il museo maggiormente vivibile, condiviso e interattivo. Per farlo non serve poi tanto, solo un bel po’ di passione e competenza nello sfruttare la potenza del mondo social.

La pensano così i quattro ragazzi (Francesca, Aurora, Federica, Alessandro) che hanno messo in piedi #Svegliamuseo , un progetto nato per rendere i musei italiani più “social”, anzi per avviarli verso un processo di digitalizzazione che, a quanto pare, oggi manca. L’evidenza è che sui social, i musei italiani non ci sono, o quasi. Ce ne sono alcuni che hanno una pagina su Facebook, altri utilizzano Twitter ma nessuno in modo omogeneo, con uno spiccato senso di innovazione o narratività.

La mancanza del lato social per i musei italiani va di pari passo con l’utilizzo più intenso che se ne fa all’estero. Con una presenza online, sia su siti istituzionali che social media, le controparti straniere sono decisamente più avanti, grazie all’utilizzo della rete e ad alcune iniziative che mettono in contatto diretto visitatori e strutture museali.

Ma in che modo “svegliare” i musei italiani sui social?

L’aiuto può arrivare proprio da chi si trova in una fase più avanzata del processo comunicativo di settore, basato sul web 2.0. L'intelligenza di #svegliamuseo è stata quella di contattare una decina di musei stranieri, forti e presenti sui social network, per ricevere consigli e best practices su come “svegliare” i colleghi italiani. Il collante sono proprio i fautori del progetto che si fanno carico di trasferire le competenze all'interno del paese. Per capire meglio come #svegliamuseo intende muoversi a livello nazionale, abbiamo intervistato i quattro componenti del team che ci hanno spiegato le basi e gli obiettivi dell’attività di risveglio.

"#Svegliamuseo è nato la scorsa estate, quando svolgevamo alcune ricerche sul posizionamento online dei musei del Triveneto in occasione della candidatura di Venezia a Capitale Europea della Cultura - ci spiegano - abbiamo cominciato a raccogliere materiale sui musei di Friuli, Veneto e Trentino e, man mano scoprivamo l'assenza di molte strutture da tutti i canali social. Allargando la ricerca al resto d'Italia, non abbiamo ottenuto risultati molto incoraggianti, soprattutto considerando che ci si limitava a cercare le macro-realtà, quelle la cui presenza su Facebook era quasi data per assodata".

Una volta stabilito che la situazione dei musei nostrani online era ben lontana da quella di molte istituzioni straniere, i fondatori del gruppo hanno cominciato a raccogliere materiale sull'uso museale dei social network, cercando i modi migliori con cui comunicare sulle piattaforme 2.0 derivanti da esperienze internazionali. A questo punto è stato creato l'hashtag che racchiude la mission del progetto: fare qualcosa per svegliare i musei italiani.

“L'obiettivo principale del progetto è attirare l'attenzione sulla problematica della scarsa comunicazione online dei musei italiani, cercando però di fornire alcuni strumenti che possano essere utili a migliorarla – ci spiegano – per questo abbiamo iniziato a contattare diversi communication manager di musei stranieri che usano i social network e gli strumenti digitali in maniera efficace e smart. Ad ognuno di loro abbiamo chiesto dei consigli pratici come: quale obiettivo associate a ogni singolo social media? Quale background di studi è consigliabile per questo lavoro? Quali sono gli esempi migliori di utilizzo dei social all'interno del museo? Ma soprattutto, trovandosi a lavorare in un piccolo museo italiano, quali sarebbero le prime azioni da mettere in pratica a costo zero?”

In questo modo, i musei italiani che si offrono volontari per essere "svegliati" ottengono una consulenza gratuita su come gestire al meglio i propri canali online, da consulenti esperti a livello internazionale. “Stiamo raccogliendo ottimi feedback da parte dei professionisti esteri che ci incoraggiano con entusiasmo a continuare e che sostengono la direzione presa – affermano dal team – tutte le grandi rivoluzioni iniziano con piccoli passi e dal basso. In Italia, per il momento, sono soprattutto i piccoli musei ad aderire al progetto e a farsi avanti chiedendo consigli e dimostrando grande spirito d'iniziativa. Ogni settimana nasce una nuova pagina Facebook e un nuovo account Twitter inizia a cinguettare. Per noi è la dimostrazione che qualcosa sta cominciando realmente a muoversi”.

#Svegliamuseo è l’hashtag che accompagna il progetto sui social network, un sogno che diventa sempre più realtà. 

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