Social

Spotted: cos'è e come cambia

Un modo di comunicare che impazza tra i giovani: si tratta di pagine su Facebook di università o scuole superiori che rivelano il gossip interno. Ma ora sta degenerando. E i migliori si allontanano

Ecco come funziona Spotted (per chi non lo sapesse).

Spotted significa letteralmente “adocchiato” o “avvistato”. L’amministratore apre la pagina Spotted (su Facebook) dedicata alla scuola.

Da lì i ragazzi possono inviare i loro segreti: commenti in genere su ragazzi dell’altro sesso e dichiarazioni. Ma anche critiche o segnalazioni di episodi, in genere, esilaranti.

L’amministratore li riceve, con messaggio privato s’intende, e li pubblica. Coprendo, ovviamente il nome di chi ha inviato la rivelazione.

Quindi il tutto resta anonimo.

Da qui partono commenti, discussioni e scommesse su a chi sia rivolto il messaggio (o da chi provenga).

All’inizio erano pagine divertenti da leggere. E i fortunati, oggetti dei desideri, erano citati al massimo con le iniziali.

Le cose però sono oggi già cambiate: le pagine Spotted vengono utilizzate troppo spesso per insultare tutti (anche i professori). Con commenti pesanti. Facendo nomi e cognomi.

La domanda che sorge spontanea è: non pensate al male che potete fare ai vostri stessi compagni? Queste pagine si prestano infatti al cyber-bullismo e potrebbero trasformarsi in incubo per i ragazzi presi di mira.

Termino con un augurio per chi usa così questo strumento: come ho letto io i commenti, possono leggerli anche i professori. E riconoscervi.

© Riproduzione Riservata

Commenti