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Prendetevi il vostro tempo, anche sui social

Perché anche in un mondo fatto di interazioni continue e rapidissime è necessario fermarsi e riflettere. Per poi ripartire - #SMWmilan

orologio

– Credits: martinak15 @Flickr

Il tempo è denaro, anche in un Pianeta – quello dei social network - nel quale tutto sembra correre a una velocità doppia, se non tripla rispetto alla realtà. Forse non ce ne rendiamo conto, forse siamo troppo impegnati a coltivare relazioni su relazioni, ma dietro quello che appare come un flusso informe e schizofrenico di conversazioni online esistono, regole, princìpi, forse persino un senso. Basta analizzarlo con metodo, interpretarlo, a volte basta anche fermarsi per un momento per comprenderne il valore.

Il dibattito sulla percezione del tempo in rete ha animato la prima giornata della Social Media Week di Milano . Alessandro Cusmano, Head of Digital and Advocacy di Nokia, Valérie Dupin, Social Media Manager di Fastweb, Cinzia Fiaccadori, Founder e CEO di Eidos, Giulia Ceriani, Presidente di Baba Consulting, Gianluca Neri, CEO Macchianera, Cristina Scateni, Digital Strategist di Eidos e Vincenzo Cosenza, Strategist di Blogmeter, si sono confrontati sui cambiamenti che i social media stanno apportando non solo alle dinamiche sociali ma anche a quelle aziendali e culturali.

"Viviamo nella generation now", spiega Cinzia Fiaccadori di Eidos, "la generazione che vive sul presente e nella quale tempestività, originalità, sintesi e autenticità sono valori ormai riconosciuti". Una condizione che diventa quasi paradossale se si considerano tutte le sfumature del nostro vissuto in rete, sottolinea Giulia Ceriani, presidente di Baba Consulting. "C'è il presente, è vero, ma c’è anche una componente ferma, profondamente memoriale, quella delle tracce in rete che sono difficilmente eliminabili. C’è poi un tempo puntinizzato, fatto di cose vissute in modo isolato, quasi senza sintassi, e un tempo continuo, di contatto, che ci porta a essere sempre presenti e pronti all'azione. Il tempo diviene potenza se riusciamo a dargli un senso, se lo utilizziamo per ricostruire un po' di sintassi e di ritmo, ovvero proiezione di attese. Si va in modo morbido verso un universo di network e media orientato a gestire i tempi di latenza e astensione, che sono poi quelli che danno valore ai tempi di congiunzione diretta".

Per le aziende la questione è decisamente più critica, specie quando ci si affida ai social network per instaurare o migliorare un dialogo coi propri clienti. "Per sfruttare il poco tempo a disposizione", spiega Vincenzo Cosenza, "i brand dovrebbero concentrarsi su due aspetti: l'organizzazione dei processi e l’utilizzo delle tecnologie. Da un lato occorre essere pronti a rispondere, ed è chiaro che ciò sarà più facile se l'azienda è snella, svincolata dalle approvazioni; dall'altro è necessario ricorrere a tutte quelle tecnologie che permettono di far emergere le citazioni interessanti in tempo reale. In una, massimo due ore l’azienda dovrebbe essere in grado di reagire a una domanda o a una critica".

Non tutto, va detto, si consuma nel giro di pochi istanti. "Se il contenuto è interessante e di valore non ha scadenza", sottolinea Valerie Dupin, Social Media Manager di Fastweb, società protagonista lo scorso anno di un riuscitissima campagna social che avuto almeno due "ondate di ritorno" a distanza di alcuni mesi dall’evento.

"Sui social si ha la tendenza a divorare il tempo voracemente come fosse il cibo di un fast food", commenta Gianluca Neri, auspicando una maggiore moderazione degli utenti: "Non sempre è necessario dire qualcosa, a volte bisognerebbe prendersi del tempo solo per leggere e pensare". Gli fa eco Alessandro Cusmano di Nokia: "Consumiamo tutto molto in fretta, dai social ci aspettiamo gratificazioni immediate, controlliamo le interazioni di continuo, poi ci dimentichiamo di tutto e siamo pronti a buttarci su qualcosa di nuovo. Spesso dimenticandoci che il tempo non è un contenitore da riempire necessariamente".

 
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