Skype translator
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Skype Translator da oggi parla italiano, ecco come funziona

La funzionalità di traduzione simultanea è stata estesa all'italiano, presto potremo chattare con chiunque senza bisogno di interpreti

Se è vero che internet ha reso il mondo più piccolo accorciando le distanze tra le persone connesse nei vari punti del globo, alcuni strumenti in particolare si sono imposti come missione quella di neutralizzare ogni barriera comunicativa, minimizzando qualunque distanza (e rastrellando tonnellate di introiti nel contempo, possibilmente).

Tra questi c’è Skype, da 11 anni punto di riferimento per chiunque viva a centinaia di chilometri di distanza e non abbia modo di vedersi con frequenza. Lo scorso maggio, Skype ha annunciato Translator, un progetto ambizioso che punta ad integrare nelle videochat di skype una traduzione simultanea multilingue. Dopo aver lanciato la versione in inglese e in spagnolo del servizio, oggi Skype ha annunciato due nuove lingue: il mandarino e – sorpresa – l’italiano.

Per ora Skype Translator è disponibile su invito (puoi fare richiesta compilando un modulo apposito), ma è già possibile avere un’idea di come funzionerà il prodotto finito, il cui lancio ufficiale è previsto per la fine dell’anno. Sostanzialmente, il servizio funziona così: prima di avviare una chat selezioni una lingua per il contatto con cui desideri conversare, così che il sistema sappia su quale idioma calibrare il riconoscimento vocale. Da qui in poi la strada è in relativa discesa: i due utenti devono semplicemente premurarsi di parlare in modo chiaro e non troppo veloce, e aspettare che il software comprenda e traduca ogni frase.


Al momento il sistema è ancora troppo lento per garantire una conversazione fluida, e c'è ancora lavoro da fare per eliminare alcuni errori di intepretazione; il dato interessante è che alla traduzione vocale viene sempre affiancata una traduzione testuale in chat, che consente agli utenti di tenere traccia della conversazione o di correggere testualmente gli errori.

Nonostante i limiti di queste prime versioni, il servizio presenta delle enormi potenzialità. Basti pensare alle varie situazioni in cui potrebbe tornare utile abbattere le barriere linguistiche. Che si tratti di un colloquio di lavoro, di una relazione a distanza, di un’intervista con un interlocutore che non spiccica una parola di italiano o di inglese, uno strumento come Translator tornerebbe utile per dimezzare i tempi e i costi di traduzione, e consentirebbe di dare profondità a relazioni di vario tipo che le barriere linguistiche spesso rischiano di ingessare in un formalismo controproducente.

Bisogna inoltre ricordare che, sviluppando Translator e testandolo sugli utenti, Skype è nella posizione di fornire all’utenza uno strumento di traduzione in tempo reale utilizzabile anche al di fuori della chat, utilizzandolo durante un viaggio con il proprio smartphone, volendo anche come app a sé stante.

Certo è che Skype sta pensando in grande. Se la traduzione simutanea è disponibile solo per quattro idiomi, quella testuale è stata già sviluppata per oltre 51 lingue, a cui presto se ne aggiungeranno di nuove e insospettabili, come ad esempio il Klingon (sul serio).

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