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Ecco perché Twitter comincerà a vendere libri online

Da dicembre Hachette, Twitter e Gumroad proveranno a ostacolare Amazon offrendo volumi direttamente dalle pagine profilo degli autori sul social network

Che Twitter volesse sfidare Amazon sul piano dell’e-commerce era cosa nota da tempo, lo scorso settembre era circolata la notizia secondo cui la piattaforma di microblogging stesse testando un nuovo pulsante “Buy” che avrebbe consentito agli utenti di fare acquisti in pochi click senza dover abbandonare il social network. Quello che però in pochi si aspettavano, era che Twitter avesse intenzione di percorrere le stesse tappe di Jeff Bezos, e nello stesso ordine.

Notizia di queste ore è che Twitter, in partnership con Hachette e Gumroad, si appresta a lanciare una campagna promozionale per testare la vendita di libri sulla piattaforma. A partire dal prossimo 11 dicembre i fan di la scrittrice Amanda Palmer, l’astronauta Chris Hadfield e del magazine satirico The Onion potranno acquistare i loro relativi libri ricevendo in omaggio dei gadget promozionali. Nel caso della Palmer sarà una pagina originale del manoscritto, annotata dall’autrice e dal marito Neil Gaiman; nel caso di Hadfield è una foto autografata; mentre The Onion offre in regalo una serie di cartoline a tema.

La scelta di associare ai prodotti venduti dei bonus, nemmeno fossero riviste degli anni ’90, è dettata dal vero obiettivo della coppia Twitter-Hachette: mettere in difficoltà Amazon. Un obiettivo tanto ambizioso quanto obbligato, dal momento che  da un lato Amazon continua a dominare il settore in modo sostanzialmente incontrastato e dall’altro Hachette deve rifarsi di un anno di sfiancante braccio di ferro con la società di Seattle.

Dopo aver lottato con Amazon per mesi, Hachette lo scorso mese ha incassato una relativa vittoria, ottenendo di poter decidere quale prezzo dare agli ebook venduti sulla piattaforma. Ma la questione non si è esattamente chiusa a tarallucci e vino. In questi mesi di battaglia Hachette è stata più volte messa all’angolo e in molti tra i sostenitori di Amazon sono arrivati ad augurarsi il definitivo tramonto del quarto maggiore gruppo editoriale americano, poiché a detta loro i tempi sarebbero ormai maturi per fare a meno di intermediari tra autore e lettore.

Insomma, Hachette non poteva accontentarsi di aver vinto una battaglia, doveva inventarsi qualcosa per contrattaccare. Così, è andata a bussare alle porte di Twitter e di Gumroad. Quest'ultima, una startup specializzata in e-commerce, potrebbe rappresentare l’asso nella manica di Hachette. Gumroad infatti è nota per offrire un sistema  di vendita più vantaggioso per gli artisti, decurtando solo il 5% su ogni articolo venduto e imponendo una quota di 0,25 centesimi di dollaro su ogni transazione. Inoltre, consente agli artisti e ai creatori di contenuti di avere un maggiore controllo sui dati di vendita.

Basterà questo per dirottare un numero sufficiente di clienti Amazon? Le prime risposte concrete arriveranno a inizio 2015.

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