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Perché Facebook ci avvisa contro le spie della NSA

Un sistema di notifiche per gli accessi non autorizzati. Poco utile per contrastare gli hacker nell’immediato, meglio per una protezione futura

Facebook qualche giorno fa ha incorporato una nuova funzione che permette agli iscritti di ricevere un avviso quando si pensa che ci sia in atto una violazione della privacy da parte di enti o istituzioni governative. In poche parole se la NSA o la controparte britannica, la GCHQ, tentano di accedere ai profili degli utenti, Facebook può avvisare la “vittima” che non potrà far altro che cambiare password o all’istante o disattivare momentaneamente il profilo, in attesa di conoscere le concrete soluzioni al caso.

La notizia è arrivata il 16 ottobre direttamente dalle pagine del blog del social network che ha spiegato come l’implementazione abbia l’obiettivo di fare da deterrente non solo per le agenzie governative ma anche per hacker globali, che agiscono singolarmente o in gruppi vicini a certi governi. È improbabile che le persone, dalla loro scrivania, possano fare qualcosa per evitare che il loro account venga violato ma almeno potranno ottenere una notifica istantanea sulla minaccia che andrà comunque in porto.

Notifica in diretta

Qual è allora il vantaggio di un sistema del genere? Se è vero che una volta accorti di un ingresso esterno sarà probabilmente troppo tardi per bloccare la lettura e l’ottenimento di informazioni private, almeno si potrà lanciare una scansione antivirus all'istante per cercare di individuare ed eliminare il malware o il virus che hanno permesso l’ingresso agli estranei.

L’unica porta che è possibile aprire all’interno di computer, smartphone e tablet è infatti quella sul retro, ossia una fessura ottenuta grazie a vulnerabilità del sistema operativo o di alcune sue parti sfruttate dagli smanettoni. Tappare i buchi il prima possibile bloccherà un accesso futuro con la stessa tecnica sia ai medesimi hacker che ad altri, che magari hanno scoperto la modalità per tentare l’ingresso non autorizzato seguendo una simile strada.

Come un antivirus

Grazie alle ammissioni di Edward Snowden, diffuse negli ultimi anni, Facebook e Co. hanno imparato a controllare meglio le proprie sorgenti e autostrade di traffico, visto che la NSA poteva accedervi facilmente e senza grossi problemi. Seppur i server di Palo Alto sono maggiormente protetti contro attacchi governativi, gli strumenti utilizzati da milioni di persone tutti i giorni vanno incontro ancora a minacce veicolate in Rete, che arrivano da email, siti internet poco attendibili e app scaricate da portali non autorizzati. Insomma più che un campanello d’allarme contro le spie, prendete la novità di Facebook come un alert antivirus in tempo reale, gratuito e (si spera) attendibile.

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