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Mamme su Internet

Grazie a blog, smartphone e social media, le madri 2.0 cercano idee e consigli su internet. E così anche in Italia arriva, e spopola, la "mom economy".

– Credits: Photo Illustration by Chris Jackson/Getty Images

Google è il loro oracolo, lo smartphone l’oggetto feticcio, al punto che tante pur di averlo lo baratterebbero persino con l’anello di fidanzamento. Benvenuti nella «mom economy», la nuova economia tutta al femminile fondata sulla condivisione di idee e informazioni tra madri e sull’uso del web e dei social media per creare una rete di supporto alle donne 2.0. Finiti i tempi in cui si faceva una telefonata alla propria mamma per ricevere consigli sui bimbi e sulla gestione della casa, adesso le smart mamme vanno a consultare internet dove trovano idee, sconti e molto spesso anche conforto.

Il fenomeno è in forte ascesa negli Stati Uniti, dove il 14 per cento delle donne con bambini ha letto o contribuito a un blog per dare e ricevere aiuto, mentre sono già 3,9 milioni le blogger abituali, 500 delle quali vengono considerate importanti «influenzatrici» nelle decisioni delle altre madri. Ne emerge un esercito di donne che sempre più vuole condividere le proprie esperienze e che lo fa attraverso la tecnologia, il vero motore dell’economia delle smart mamme. «L’84 per cento delle madri interpellate ha dichiarato che la tecnologia semplifica la loro vita e che lo smartphone è diventato uno strumento indispensabile, come lo è stata la lavatrice negli anni Sessanta» conferma a Panorama Chiara Rapuzzi, che ha curato la parte italiana della ricerca «La verità sulle mamme» condotta dalla McCann Erickson: un sondaggio che ha coinvolto 6.800 madri online in Gran Bretagna, Stati Uniti, Italia, Giappone, Brasile, Cina, India e Messico. E che ha identificato nella blogger il motore dell’economia delle mamme secondo la ricerca, sono il 39 per cento le madri che scrivono online, con punte dell’86 per cento in Cina. A questo punto il salto verso una vera e propria professione è breve.

Come nel caso di Jolanda Restano, madre di tre bimbi e creatrice prima del sito Filastrocche.it e poi di Fattore Mamma, una società di servizi di marketing e comunicazione che mette in contatto aziende e genitori. «Nel 1999, con la nascita della terza bambina, ho perso il lavoro e per passare il tempo ho aperto Filastrocche.it: ci sono voluti cinque anni prima che le aziende si accorgessero di me, adesso hanno compreso questo fenomeno delle mamme che fanno rete e sono loro a cercarci per testare i prodotti». Anche lei all’inizio era scettica sulla scelta di scrivere il suo diario online. «Mi sembrava una perdita di tempo e invece poi mi sono ricreduta. Adesso sul web comparo i prezzi e leggo le recensioni dei prodotti, così vado a colpo sicuro, risparmiando tempo e soldi». Le madri sono formidabili a passarsi le informazioni e via via si specializzano: «Ci sono le ecomadri attente all’ambiente, le mamme creative, quelle che scrivono di cucina o di design. È come avere un gruppo di amiche di cui ti fidi». E poi c’è la parte più emotiva ed empatica, dove con le amiche virtuali si condividono le emozioni e i problemi quotidiani della maternità. «Io sono diventata mamma a 27 anni e non avevo quella rete di sostegno che altre ragazze possono sfruttare» sottolinea Chiara Cecilia Santamaria, che ha fondato il blog Machedavvero?. «Per me scrivere online è stato un grande aiuto, anche psicologico, che mi ha permesso di cancellare i vecchi stereotipi e di parlare anche di argomenti scomodi come la depressione. Perché non esiste la madre perfetta e sulla rete è più facile discuterne con persone come te».

Le smart mamme, infatti, hanno poco tempo e un obiettivo comune: far funzionare al meglio il loro ruolo in famiglia, nel lavoro e con se stesse. Una sorta di gara di triathlon, dove la tecnologia è fondamentale. Le donne che hanno cominciato a usare Skype per tenere i figli in contatto con la nonna si rendono conto di poterlo usare anche per ridurre gli spostamenti di lavoro, mentre l’89 per cento delle donne interpellate nel sondaggio dice di condividere esperienze tecnologiche con i figli. «Le smart mamme, oltre a orientare le relazioni che i figli stabiliscono con i nuovi media, condividono e assorbono nuove conoscenze» sostiene Alessandra La Marca, professore ordinario di tecnologie didattiche all’Università di Palermo. «Tutto ciò comporta lo sviluppo di un atteggiamento nuovo nel quale anche i genitori si formano. Atteggiamento che implica la conoscenza dei media e dei propri figli, facendone un uso comune». Quasi un quarto delle madri interpellate dalla McCann Erickson sostiene che i figli hanno insegnato loro a sbrigare una serie di faccende e operazioni sfruttando la tecnologia. «Si potrebbe proporre una sorta di apprendistato partecipativo che potrebbero usare i genitori per educare i figli tenendo conto dei nuovi media» continua La Marca.

Senza esagerare, però. Per i ragazzi iperconnessi di oggi la tecnologia è fonte di felicità e le madri hanno la grande opportunità di usare strategicamente la tecnologia come premio. «Pedagogicamente ritengo che i premi e i castighi vadano sempre ridotti al minimo, a maggior ragione se si tratta di tecnologie. Dobbiamo parlare a lungo, spiegare, avere fiducia, insegnar loro a mettersi nei panni dell’altro» conclude La Marca. Per mamme sempre connesse al mondo.

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