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LIVR, il primo social network per chi ama bere

LIVR è la prima app studiata per chi vuole divertirsi mentre beve senza preoccuparsi che tutti lo sappiano. Per accedere devi avere un etilometro e un tasso alcolemico dello 0,5%.

LIVR

– Credits: LIVR

Sei una persona in gamba, hai la testa sulle spalle, paghi le tasse, raccogli le deiezioni del tuo cocker e cedi il posto agli anziani sull’autobus. C’è una parte di te, però, che non è così socialmente accettabile: ti piace bere. È una cosa di cui non ti vergogni più di tanto - anche perché non è che tu sia un alcolizzato, semplicemente ti piace passare il weekend ingollando birre medie e negroni - si dà però il caso che questa tua inclinazione non sia sempre ben accetta. Su Facebook, per dire, gli amici più morigerati e i colleghi già ammanettati alla placida quotidianità famigliare non lesinano critiche: “Insomma, alla tua età, ancora a postare le foto delle tue sbronze? Dai. Tua madre mi ha chiamato preoccupata, e anche il capo non è troppo contento.

Tu capisci, abbozzi, prometti di rigar dritto; ma la realtà è che ti piace bere in compagnia, e che gusto c’è se non puoi ammorbidire il grigiore della tua routine con qualche residuo dei tuoi fine settimana alcolici? Per fortuna, c’è chi si sente come te e ha deciso di dare un taglio a tutto ciò.

Kyle Addison e Avery Platz hanno lanciato un’app studiata appositamente per chi vuole bere e divertirsi in serenità. Si chiama LIVR (n.b.: “liver” in inglese, significa fegato) ed è il primo social network a cui puoi accedere solo tramite etilometro.

Sostanzialmente, LIVR funziona così: sei in un locale, hai già mandato giù un paio di birre, ti senti pronto a cazzeggiare pesantemente, tiri fuori il tuo smartphone, ci attacchi l’apposito etilometro, accedi a LIVR, soffi e se il tuo livello alcolemico supera lo 0,5 hai diritto a unirti al resto della comunità.

Tra le varie funzionalità offerte dall’app, spiccano Truth or Dare, l’equivalente 2.0 del giochino “obbligo o verità”, noto per aver risolto (o rovinato) svariate feste; e Drunk Dial, un tool che fa partire una chiamata verso un utente random di LIVR per una esilarante (pericolosa?) chiacchierata alcolica al buio.

Ma la funzionalità più interessante è sicuramente Hot Spot, cliccandoci sopra vedrai dispiegarsi una mappa della tua zona con una serie di cerchi colorati. I cerchi più ampi mostrano i locali in cui un maggior numero di utenti si è connesso a LIVR, quelli più scuri invece indicano i posti in cui gli utenti hanno bevuto di più.

Sui social media la gente tende a mostrare il meglio di sè, quasi fossimo tutti perfettispiega Addison “Ma la realtà è che non siamo perfetti, la gente fa anche cose stupide, ed è questo che ci rende interessanti, e umani. [...] LIVR è una comunità per persone che vogliono vivere la propria vita onestamente, e divertirsi allo stesso tempo.

A proposito di onestà: uno degli assi nella manica di LIVR è uno speciale tasto Blackout, che consente, a fine serata, di cancellare ogni traccia della propria attività sulla piattaforma. Perché, dai, se ti piace bere ti sarà sicuramente capitato di svegliarti la mattina con la vaga sensazione di esserti comportato come un autentico imbecille la sera prima: ecco, premi Blackout e nessuno potrà mai sventolare delle prove della tua condotta in tribunale.

L’idea di Addison e Platz è sicuramente interessante e, per quanto folle, potrebbe riscuotere un certo successo, soprattutto considerando che ormai - oltre a essere diventato un ricettacolo di foto di animali, aforismi senza mordente e polemiche sull’Oscar a Sorrentino - Facebook si è guadagnato la nomea di buco nero della privacy.

Insomma, se condividi uno status da ubriaco su Facebook, difficilmente riuscirai a cancellarne le tracce il giorno seguente; su LIVR, invece, sei in una botte di rovere.

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