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Google potrebbe comprare WhatsApp. Per un miliardo di dollari

La trattativa sarebbe aperta già da settimane, ma con il lancio di Facebook Home Google ha tutti gli interessi a corazzare il fronte messaggistica, soprattutto in vista dell'atteso lancio della piattaforma unificata Google Babel

WhatsApp smartphone

– Credits: SimonQ錫濛譙 @ Flickr

Per ora è solo un’indiscrezione, ma le premesse perché si riveli una notizia attendibile ci sono tutte. Nelle ultime ore, mentre la scia di commenti e analisi che hanno costellato l’annuncio di Facebook Home va assottigliandosi, un numero crescente di rumor, report e previsioni in salsa condizionale si coagulano attorno a una notizia tutt’altro che inattesa: Google sarebbe in procinto di comprarsi WhatsApp. Per un miliardo di dollari.

C’è chi, come Digital Trends, arriva a citare fonti anonime interne all’azienda , le quali assicurano che il colosso di Mountain View ha già avviato una fase di concitate trattative, per rilevare il servizio di messaggistica multipiattaforma più importante del momento (basti pensare che secondo le ultime stime condotte ad agosto, WhatsApp gestisce un traffico pari a 10 miliardi di messaggi al giorno).

Non è la prima volta che WhatsApp viene data per acquisita. Lo scorso dicembre si diceva che stesse per accaparrarsela Facebook, poi lo stesso Google, ma alla fine dal quartier generale di WhatsApp erano arrivate smentite che avevano fatto evaporare ogni aspettativa. Le indiscrezioni che montano oggi, però, sembrano avere un terreno molto più solido su cui crescere.

Quella che infatti potrebbe sembrare una mossa arrabattata all’ultimo minuto per rispondere al lancio di Facebook Home, è in realtà parte di un disegno più ampio. Le indiscrezioni su una trattativa tra Mountain View e Santa Clara circolano almeno da quattro settimane, e sembrano indirizzate a un obiettivo ben preciso noto con il misterioso nome di Google Babel.

Nel panorama hi-tech si va parlando da tempo della possibilità che Google stia progettando di unificare tutti i propri servizi di messaggistica (Google Talk, Google Voice, Google Chat, Google Hangouts e Google+) in una piattaforma che rievoca il mitologico nome di Babele. Oggi, questa possibilità assume contorni più definiti grazie a due “involontarie” conferme da parte di Google. Nella giornata di ieri, un utente Google di nome Patric Dhawaan stava ripulendo la cartella della posta inviata su Gmail quando gli è apparso un messaggio insolito : “Poiché una o più delle conversazioni cestinate sono parte della chat Babel, questi messaggi sono ancora disponibili in altre applicazioni relative a Babel.” Parallelamente, una conversazione tra ingegneri Google trapelata in Rete in queste ore sembra confermare la teoria secondo cui a Mountain View si stia lavorando alacremente al lancio di Babel, che dovrebbe avvenire in occasione del prossimo Google I/O, a maggio.

Con l’acquisizione di WhatsApp, Google potrebbe contare su un servizio di messaggistica già incredibilmente popolare e diffuso in oltre 100 paesi, tra cui alcuni con un’enorme importanza strategica (come l’India, dove Whatsapp è l’app per smartphone più scaricata ), e contrastare la diffusione del nuovo Facebook Messenger e l’imminente introduzione del servizio di chiamate gratuite annunciato da Menlo Park.

Considerata l’importanza che il nuovo Facebook Home ha deciso di dare ai messaggi, è comprensibile che Google voglia affrettarsi a barricare il progetto Babel. Alla luce di queste considerazioni, la cifra di 1 miliardo di dollari non suona più tanto pazzesca.

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