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Su Facebook meglio tenersi alla larga dal porno (e dai virus che porta)

Un nuovo tipo di virus usa il profilo utente per creare finti contenuti pornografici in cui vengono taggate decine di amici. Già infettati 100mila utenti

Negli anni ’80, procurarsi materiale pornografico era sempre un'impresa. C’era chi si presentava a testa bassa dall’edicolante dietro casa e acquistava un giornaletto che poi nascondeva spedito in mezzo a un quotidiano meno compromettente; c’era chi faceva le ore piccole aspettando che i palinsesti generalisti delle reti più scalcinate lasciassero spazio a trasmissioni erotiche; c’era persino chi si mettava a ordinare pacchi di VHS e riviste hard direttamente da casa.

Ma quegli anni sono definitivamente passati, oggi per procurarti materiale pornografico basta che ti colleghi a Google. Il che significa che se per caso sul Feed principale di Facebook compare un video condiviso da un amico che, con una scelta di parole piuttosto insolita, ti invita a guardarlo, puoi tranquillamente evitare di cliccarci sopra.

Basterebbe questo semplice accorgimento per mettersi al riparo da uno dei Trojan più insidiosi degli ultimi tempi. Secondo Mohammad Faghani, ricercatore informatico esperto di sicurezza, proprio in questi giorni sta circolando un nuovo tipo di malware che è già riuscito a infettare oltre 110.000 dispositivi.

Il trojan tagga gli amici dell’utente infettato in un post invitantespiega Faghani, “Aprendo il post, l’utente vedrà apparire un’anteprima video che si interromperà subito per richiedere il download di un flash player (fasullo), senza il quale l’anteprima non potrà continuare. [...] Il finto player è di fatto un tramite per scaricare il vero malware. Abbiamo monitorato questa specifica minaccia negli ultimi due giorni, durante i quali è stato in grado di infettare più di 110mila utenti, numero destinato ad aumentare.

A differenza dei virus che già in passato hanno trovato in Facebook il proprio ospite ideale, questo particolare Trojan ha una “viralità” molto più elevata, proprio grazie alla sua capacità di taggare molteplici utenti a ogni “riproduzione”.

Ogni volta che un utente viene infettato, dal suo profilo Facebook viene prodotto un altro post identico all’originale in cui vengono automaticamente taggati 20 dei suoi amici. Questo in parole povere significa che il virus identificato da Faghani è in grado di diffondersi in maniera esponenziale. Le 110.000 vittime attuali, insomma, potrebbero presto aumentare a dismisura.

Facebook ha preso atto del problema e ha dichiarato di avere già predisposto misure per il contenimento del virus e per l’eventuale correzione di problemi. È tuttavia chiaro che siamo di fronte a un nuovo tipo di minaccia informatica che trova nei social network un terreno di coltura insolitamente fertile.

In attesa di capire quali proporzioni assumerà questa “epidemia”, il consiglio è di tenersi alla larga da qualsiasi link (attenzione anche a quelle immagini cliccabili che sembrano video di YouTube) che offra contenuti allettanti e che sia corredato dai tag di decine di altri utenti.

Il discorso non vale solo per il porno, naturalmente. Chi crea questo tipo di minacce tende a scegliere come esca qualsiasi tipo di contenuto su cui l’utente medio tende a cliccare senza pensarci due volte.

Il consiglio dunque, è di imparare a riflettere prima prima di cliccare qualsiasi cosa su Facebook. Che si tratti di un supposto video pornografico o di una ricetta miracolosa per raddoppiare il proprio conto in banca.

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