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Facebook ci sta trasformando in spie sentimentali

In media, un utente su tre ha l'abitudine di sfruttare le reti sociali per reperire informazioni su ex-partner e sulla persona con cui sta uscendo. Rispetto al 2005, siamo sempre più propensi a spiare in rete le persone con cui interagiamo nella vita reale

Spia facebook

– Credits: practicalowl @ Flickr

Era il 2005, nelle sale era da poco uscito Match Point di Woody Allen, Joseph Ratzinger si era appena seduto sullo scranno papale, Valentino Rossi ancora rastrellava titoli mondiali come le foglie nei viali d’autunno. Era il 2005 e - allora non lo sapevamo - le nostre relazioni sociali stavano per essere travolte dalla rivoluzione del web 2.0.

Nel 2005, come oggi, i single di tutto il mondo avevano una maggiore tendenza a rimanere aggrappati alla tastiera, nella speranza che la loro connessione ADSL li potesse aiutare a rammendare i brandelli della propria vita sentimentale. Stando ai dati raccolti allora dal Pew Research Center, oltre agli utenti che scoccavano mail in tutta la Rete sperando di elemosinare un’uscita a due, alcuni si improvvisavano stalker e setacciavano il web in cerca di informazioni sulla propria cotta (il 13%), altri invece si affidavano ai siti di online dating (poco più del 10%).

Quello che né Pew Research Center né i disperati Romeo del web sapevano, era che di lì a qualche anno molti utenti si sarebbero ritrovati a utilizzare il proprio telefonino come un binocolo per spiare da lontano l’oggetto del proprio interesse, per ricavare informazioni sensibili che permettessero di conoscere meglio quelle persone e, perché no, apparecchiare una strategia un po’ meno raffazzonata per fare colpo.

Avanti veloce. Stop. Siamo nel 2013, nelle sale impazza Gravity di Alfonso Cuaròn, il Papa è un carismatico argentino capace di suscitare entusiasmi da mondiale di calcio, Valentino Rossi, quando va bene, sfiora il podio. Il mondo è ancora pieno di single disperati. La differenza, rispetto al 2005, è che l’architettura delle relazioni online è stata profondamente riplasmata da strumenti come Facebook, Twitter, Instagram e dalla traversale diffusione dei dispositivi mobile.

I tempi sono maturi per effettuare un confronto con l’era pre-social network. Il Pew Research Center ha appena diffuso i nuovi dati relativi al comportamento online degli utenti in cerca della propria dolce metà, e a quanto pare, mostriamo una tendenza sempre maggiore a trasformarci in “spie sentimentali.”

Dopo aver interrogato un pool di oltre 2000 volontari, assortiti per genere ed età, i ricercatori di PRC hanno portato a galla una serie di dati interessanti.

Innanzitutto, il 30% degli intervistati ha dichiarato senza troppi problemi di aver utilizzato la propria rete di social network per recuperare informazioni su una persona con cui stavano uscendo, percentuale che sfonda il tetto del 40% quando il cerchio si restringe alla fascia d’età tra i 18 e i 29 anni. Il 24% degli utenti internet ha inoltre dichiarato di utilizzare i social network come strumento primario per flirtare con potenziali partner. Non è finita, uno dei dati più interessanti riguarda il rapporto con i propri ex: il 31% degli intervistati ha ammesso di utilizzare i social network per controllare o comunque reperire informazioni su un ex-partner o su una persona con cui un tempo sono usciti; la percentuale sfiora quota 50% tra gli under-30.

Se a questi dati si combinano quelli riguardanti gli utenti che dichiarano di utilizzare comunemente Google per “spiare” un partner attuale o passato (il 38% degli intervistati), diventa palese come più della metà degli utenti al di sotto dei 30 anni abbia l’abitudine di spiare a mezzo internet le persone con cui esce o intende uscire.

È ormai piuttosto chiaro che la diffusione di social network e dispositivi mobile (combinata all’emergere di una generazione di nativi digitali), abbia contribuito a consolidare una tendenza che fino al 2005 rappresentava un fenomeno di nicchia. Ma è dunque ragionevole ipotizzare, alla luce di queste rilevazioni, che di qui ai prossimi anni internet diventerà il baricentro delle interazioni sentimentali, mentre i single si trasformeranno in esperti stalker e spioni? Non esattamente. Lo studio condotto da PEW, rivela infatti che più della metà dei cuori solitari in rete (il 54%) dichiara di essersi imbattuto in profili social fuorvianti che hanno creato attese sproporzionate e proporzionali delusioni.

Perciò, passa pure quante ore vuoi a infiocchettare il tuo profilo Facebook, ma prova a non dimenticarti le basi dell’interazione sociale reale (ad esempio come indossare un paio di pantaloni e come articolare frasi di senso compiuto), altrimenti ti toccherà sublimare in Rete anche il resto dell’appuntamento.

 
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