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Facebook, dimmi quanto posti e ti dirò se hai una relazione

I ricercatori di Facebook hanno notato che gli utenti hanno la tendenza a postare meno contenuti una volta che iniziano una relazione, e a postarne uno sproposito quando questa finisce

Broken Heart Nokia

– Credits: joshwept @ Flickr

Sei in una fase della tua vita nella quale ti senti leggero, sollevato, pieno di fiducia nel futuro, arriveresti persino a dire di sentirti “felice”, se questa parola non si portasse appiccicata una serie dolorosa di aspettative tradite e disillusioni di sorta. Dopo tutti quei mesi passati da solo, a girare come una trottola emozionale alla ricerca della tua anima gemella, finalmente l’hai trovata. Non l’hai detto a nessuno, non vuoi che questi momenti preziosi finiscano diluiti nel gorgo alienante degli sguardi altrui.

Ma la realtà è che qualcuno sa già tutto, e può darsi che lo sappia da prima ancora che questa relazione trovasse uno sbocco concreto. Quel qualcuno, è Facebook.

I ricercatori del gruppo Facebook Data Science , dopo aver studiato nei giorni precedenti San Valentino l’evoluzione delle relazioni sentimentali su Facebook , hanno pubblicato due nuovi studi che rivelano come e quanto gli utenti utilizzino Facebook a cavallo di una nuova relazione.

Basandosi sui dati raccolti da quegli utenti che segnalano il passaggio da “single” a “occupato” e che indicano la data esatta di inizio della relazione, Facebook ha osservato che nei 100 giorni che precedono una relazione la quantità di contenuti postati dalle coppie in esame tendono ad aumentare fino a raggiungere una media di 1,67 post al giorno, per poi crollare immediatamente dopo l’inizio della relazione, fino a raggiungere quota 1,53 post al giorno a relazione inoltrata.

Questa tendenza suggerisce che gli utenti impegnati nell’avvio di una relazione tendono a interagire di più con il potenziale partner, ma anche a rendersi più “visibili” sul social network, l’equivalente social di un pennuto che gonfia il petto e spiega la coda colorata prima dell’accoppiamento. Una volta ottenuto il “risultato” desiderato l’urgenza diminuisce, anche perché i due partner tendono a interagire di più dal vivo, e Facebook diventa uno strumento sempre meno fondamentale.

Un’altra tendenza riscontrata dai ricercatori Facebook riguarda la qualità dei post in questione: una volta che l’utente smette di essere single, i post diventano più sereni, contengono una minor quantità di parole negative come “odio”, “fastidio”, “rabbia”, per includere parole universalmente riconosciute come positive, come “amore”, “felicità” e “bello”.

Ora una domanda sorge spontanea: cosa succede, invece, quando due utenti Facebook si mollano? La logica suggerirebbe che a partire dalla data di separazione i due utenti dovrebbero tornare a riempire la propria timeline di post più o meno negativi (che non necessariamente coinvolgano entrambi). E in un certo senso è così . Il dato interessante, però, riguarda il giorno della separazione, durante il quale si registra un’impennata di attività su Facebook, con un aumento medio dei post pari al 225%.

Quest’ultima tendenza può essere inquadrata da diverse angolazioni. L’aumento di attività può corrispondere al conforto che i due utenti novelli single ricevono dagli amici. Oppure, come abbiamo già evidenziato più volte, Facebook è il lavandino esistenziale in cui molti utenti rovesciano le proprie frustrazioni.

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