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Social

Facebook: questa foto potrebbe diventare illegale

Il prossimo 9 luglio il Parlamento Europeo voterà sul divieto di pubblicare immagini che ritraggono edifici pubblici e opere d’arte. Ecco perché

Nell’era della voracità social tutto finisce sui vari Facebook, Instagram, Twitter. Weekend al mare? Scatta il selfie con lo sfondo dei faraglioni, gita fuori porta in montagna? Impossibile non catturare un panorama della vallata. I soggetti più ambiti, oltre a noi stessi ritratti con amici, mogli e intere famiglie, sono i monumenti famosi come la Torre Eiffel, il Colosseo, il Duomo di Milano, Piazza dei Miracoli a Pisa e tanti altri sparsi per l’Europa. Godiamoci le nostre foto in bella mostra pubblicate sui social network perché presto il caricamento sfrenato potrebbe essere vietato.

È quanto dovrà decidere il Parlamento Europeo che si riunirà il prossimo 9 luglio per discutere dell’adozione di nuove norme circa la protezione del diritto d’autore sulle piattaforme 2.0 in cui ricade anche la “libertà di panorama” ovvero la cattura, diffusione e riproduzione di immagini che riprendono monumenti e opere d’arte pubbliche senza la necessità di chiedere il permesso ad architetti, ingegneri ed enti. La proposta di delimitare il diritto panoramico è di Jean Marie Cavada, 75enne eurodeputato francese che spinge molto sulla riforma di quella legge sul copyright che risale al 2001 quando non esistevano ancora Facebook e co. e quindi non si avvertiva la necessità di regolamentare la libera diffusione delle immagini.

Secondo Cavada c’è il rischio, in verità anche l’evidenza, che le foto scattate ingenuamente dai turisti, qualora postate sul web e liberamente accessibili, possano divenire oggetto di campagne pubblicitarie e riproducibili per scopi commerciali, rappresentando così una violazione del diritto d’autore. Al momento non esiste in Europa una legge univoca in materia: in Italia non c’è una legge precisa per cui ogni ente potrebbe in teoria avanzare diritti su una foto pubblicata online senza permesso; in Inghilterra vi è libertà di panorama a 360 gradi; in Danimarca è lecito scattare immagini ad edifici ma non ad opere d’arte mentre in Francia l’unica regola è il divieto di pubblicare online (non di scattare) foto della Torre Eiffel di notte perché soggetta al diritto d’autore solo al calar del sole.

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I paesi in rosso sono quelli privi di regolamentazione o dove non c'è "libertà di panorama"; quelli in giallo consentono la pubblicazione di immagini per fini non commerciali mentre quelli in verde godono della libera pubblicazione (verde chiaro solo edifici pubblici non opere) – Credits: https://juliareda.eu/

Insomma che vi sia la necessità di un allineamento continentale è evidente ma senza cadere nella censura più totale. Una conseguenza che è stata ben espressa da Julia Reda, del partito pirata tedesco, che pure aveva intenzione di riformare la normativa sul diritto d’autore ma in maniera totalmente diversa. “La libertà di panorama deve essere applicata in tutta l’UE – scriveva sul proprio sito – secondo quanto sostiene Cavada, sarebbe lecito scattare foto solo per fini personali. Il problema è che quando ci siamo iscritti a Facebook abbiamo accettato le sue politiche sul trattamento dei dati personali e contenuti prodotti, tra cui anche la possibilità che questi vengano utilizzati per scopi commerciali. La conseguenza? Milioni di europei violeranno il copyright se non cambieranno le proprie abitudini”.

Nel frattempo diverse associazioni, tra cui quelle di giornalisti, fotografi e semplici attivisti hanno firmato una petizione su Change.org dal titolo “Save the freedom of photography!” (hashtag #saveFoP) con cui intendono appoggiare le proposte di Julia Reda.

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