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Facebook, ecco perché la piattaforma Messenger cambierà i nostri acquisti online

Con la funzionalità Business on Messenger le compagnie potranno vendere i loro prodotti direttamente agli utenti Facebook

Possiamo convincerci di tante cose, ad esempio che i collossi del web siano più interessati a proteggere la nostra privacy e semplificare la nostra vita, che a utilizzarci per ottenere profitto; possiamo convincerci che dal momento che Facebook ha rastrellato già 1,4 miliardi di utenti sia ormai abbastanza ricco e potente da lavorare per il bene dell’umanità; possiamo anche convincerci che la terra sia ferma e il sole le ruoti attorno, volendo, ma questo non aiuta a trovare prove che le cose stiano così.

Ieri Facebook ha ufficializzato, davanti agli sviluppatori e ai suoi utenti, il primo passo di una transizione che preparava da tempo. Trasformando una applicazione di chat come Messanger in una piattaforma multi-app, Facebook ha cominciato a levarsi i panni di social network, per mostrare quelli di aspirante ecosistema-social. Ma l’elemento forse più importante di questa novità è l’introduzione della funzionalità Business on Messanger, che consentirà a diverse compagnie di interagire con i propri clienti attraverso Messenger, inviando notifiche di vendita, o vendendo direttamente i propri prodotti.

Si tratta di una transizione importante, dal momento che Facebook, dopo avere basato la sua sopravvivenza per undici anni quasi esclusivamente sulla pubblicità e sulla monetizzazione dei dati sensibili, ora è pronto a levare di mezzo gli intermediari per intercettare in pieno il fiume di denaro dell’e-commerce.

Ed è così che tutti i pezzi vanno al loro posto per comporre un mosaico piuttosto chiaro: l’introduzione del pulsante Buy, il testing di Gifts, l’assunzione dell’ex-presidente di PayPal David Marcus per supervisionare Messenger, i pagamenti peer-to-peer su Messenger; il tutto converge a fare di Messenger un luogo privilegiato per effettuare pagamenti e compere online, senza doversi ogni volta perdere in password, numeri di carta di credito e altri passaggi rischiosi.

Perché questo scenario si verifichi dovrà passare del tempo, inizialmente il servizio di pagamento di Facebook (negli USA) includerà solo i pagamenti tra utenti, ma se di qui ai prossimi mesi (o anni) Facebook riuscirà a sviluppare un sistema efficace e sicuro, e a convincere gli utenti a condividere le proprie credenziali di pagamento, la strada sarà in discesa.

Il fatto è che l’e-commerce ha ormai imboccato la direzione del mobile ed è difficile che questo cambi. Un sistema come Business on Messenger consentirebbe di ridurre il tempo necessario a ogni acquisto, e si sa che nel mondo mobile pochi millisecondi possono fare una grossa differenza.

La torta è bella grossa, si tratta solo di capire chi riuscirà ad accaparrarsi la fetta più sostanziosa. Facebook ha centinaia di milioni di utenti, un ecosistema in rapida crescita, un ex-presidente di PayPal e, da ieri, una piattaforma dedicata, ed è chiaramente in pole-position. Ora tocca ad Amazon fare la sua mossa, ed è lecito aspettarsi di tutto.

 

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