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Facebook apre alla comunità LGBT: libertà assoluta nella scelta del genere

Da oggi gli utenti statunitensi potranno utilizzare fino a 10 termini per definire la propria identità sessuale

Era solo questione di tempo: dopo che lo scorso ottobre il CPO di Facebook Chris Cox aveva chiesto esplicitamente scusa alla comunità LGBT per aver cercato di imporre a molte drag queen e drag king l’utilizzo del proprio nome di battesimo, il passo successivo doveva per forza di cose riguardare la possibilità di indicare liberamente il proprio genere.

Oggi, sulla pagina ufficiale di Facebook Diversity è apparso un post nel quale Facebook annuncia che agli utenti è lasciata massima riguardo all’identità di genere:

“Lo scorso anno […] abbiamo collaborato con Network of Support, un gruppo di organizzazioni in difesa dei diritti LGBT, per offrire una lista estesa di identità di genere che diverse persone utilizzano per descrivere se stessi. Dopo un anno, abbiamo deciso di espandere ulteriormente questa libertà includendo un campo compilabile a piacere.

In sostanza, a partire da oggi gli utenti statunitensi potranno specificare la propria identità di genere utilizzando fino a dieci termini a piacere senza restrizioni. Avranno inoltre la possibilità di decidere con quali altri utenti condividere questo tipo di informazione.

Ci rendiamo conto che alcune persone hanno difficoltà a condividere la propria identità di genere con gli altri, queste nuove impostazioni danno la possibilità di esprimersi in modo autentico.

Un passo importante in questa direzione era già stato compiuto l’anno scorso, quando Facebook aveva sostituito la tradizionale dicotomia Maschio/Femmina con una lunghissima lista di alternative, dal semplice transgender, a denominazioni meno note come cisgender e agender.

Nonostante questa novità, diversi esponenti della comunità LGBT avevano richiesto una maggiore libertà nell’indicazione del proprio genere, tanto da indurre il team di Facebook Diversity a proporre questa nuova modifica.

Il motivo della richiesta non era tanto dare la possibilità a un utente di definirsi metrosex o lumbergender, quanto di togliere ogni vincolo al campo “genere”. L’obiettivo, insomma, era far sì che l’individuazione del proprio genere non fosse una mera scelta tra diverse etichette, quanto il frutto di un processo creativo di scoperta di sé; un processo che per definizione non poteva e non doveva avere vincoli.

Introducendo questa novità, Facebook ha dimostrato di essere diversi passi avanti rispetto ad altri rivali, in termini di attenzione ai diritti della comunità LGBT; nel contempo, ha cancellato parzialmente dalla lavagna lo scivolone fatto nel 2014 sui nomi di battesimo.

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