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Perché non dovremmo postare su FB le foto dei bambini il primo giorno di scuola

Gli scatti sui social rivelano particolari dei luoghi frequentati dai nostri figli. E la leggerezza di una generazione di genitori senza troppa cultura digitale

In questi giorni, casomai non ve ne foste accorti, sono ricominciate le scuole. Non bastasse il calendario, ci hanno pensato le strade intasate delle nostre città a ricordarcelo. E quelle – altrettanto congestionate - di Facebook.

Già. Di questi tempi, il portale dell’amicizia è tutto un pullulare di foto di bambini al loro primo giorno di scuola. Ben pettinati, ben vestiti, con lo zainetto in spalla e il sorriso timido di chi si chiede perché mai dall’altra parte dell’obiettivo ci sia tutta questa eccitazione, i figli della prima generazione di genitori iscritti a Facebook ci ricordano che le emozioni più vive, ormai, passano dai social network.

"Solo ieri ti vedevo nascere ed eccoti già in prima elementare", sembra essere lo slogan preferito dai genitori digitali, quasi a ricordarci che tutto il nostro album dei ricordi è ormai di dominio pubblico. Ci piace, a giudicare dal numero di Like che vengono totalizzati in queste occasioni. Ma piacerà anche ai nostri figli?

 


Il problema è tutto quello che queste foto possono rivelare, al di là delle emozioni. Il contesto, per esempio. Nascosti (ma neanche troppo) fra gli scatti postati in questi giorni dagli amici genitori vediamo comparire tutti quegli elementi che rimandano ai luoghi frequentati dai bambini: il cancello di una scuola materna (con tanto di targa), l’inconfondibile scalinata di un'elementare del centro città, i futuri compagni di banco, c’è persino chi non ha resistito e ha fatto il check-in del posto.

Le sfere più intime (amici stretti, familiari, parenti) probabilmente sono già al corrente di tutto, ma tutti gli altri? Siamo davvero sicuri di voler far sapere agli amici con la a minuscola – o addirittura agli estranei – chi sono i nostri figli e soprattutto che luoghi frequentano?

Ecco perché non dovremmo postare foto dei nostri figli su Facebook


Intediamoci. Non voglio passare per il bacchettone di turno, per la versione 2.0 del genitore moralista che dice al figlio di non accettare caramelle dagli sconosciuti (io li ho cercati per anni, senza successo). Dico solo che se proprio abbiamo voglia di condividere momenti così intimi sui social nework, cerchiamo almeno di farlo con un po’ di accortezza. Evitando ad esempio di rivelare tutti quei particolari che in un modo o nell’altro geolocalizzano le vite dei nostri figli, soprattutto se il nostro profilo è aperto.

Certi casi, su tutti quello della povera Tiziana Cantone, la ragazza napoletana sucidatasi a seguito di un video a sfondo sessuale condiviso pubblicamente, ci ricordano che l’attenzione sulle tematiche della privacy possono cambiare la vita di una persona. Finanche rovinargliela.

Ecco come postare le foto dei tuoi figli su Facebook (senza correre troppi rischi)


Così mentre accompagniamo i nostri bambini verso i luoghi che li aiuteranno a diventare gli uomini e le donne del domani, ricordiamoci anche della nostra cultura di genitori, della cultura del digitale, una materia che andrebbe ripassata ogni giorno, soprattutto per una generazione ritrovatasi senza quasi accorgersene a vivere una vita parallela, online, studiando da autodidatta. 

Va da sé: non possiamo pretendere che i nostri figli imparino a discernere ciò che si può condividere da ciò che invece andrebbe conservato in privato, se noi, per primi, non siamo in grado di farlo. 

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