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Facebook, decapitazioni e abusi: ecco cosa si può fare

Girano su Facebook, e non solo, immagini scioccanti, cruente, al limite dell’immaginabile. E abusi di ogni tipo. Non dobbiamo restare passivi di fronte a tutto questo

AFP/Getty Images

Già la rete brulica di violenze gratuite. Già dobbiamo cercare di bloccare la navigazione ai nostri figli, dato che l’immenso mondo del web non ha censure.

Ma com’è possibile che neanche i social possano essere terreno protetto? Capisco la violazione della privacy: d’altronde se si ha voglia di mantenere la propria riservatezza, non ci si iscrive neanche a un social. Poi ognuno lo può gestire come meglio crede.

Ma trovare in continuazione gruppi visibili a tutti (e se dico a TUTTI è proprio così) che postano immagini raccapriccianti, è davvero pazzesco. O subire abusi. E noi, piccoli utenti del web cosa facciamo? Li segnaliamo, da bravi soldatini, a Facebook.

E Facebook cosa fa? Nulla.

A volte, cortesemente, ti risponde che ha ricevuto la segnalazione. E ti ringrazia.

Ma non fa ancora nulla.

E, devo dire, ti senti anche un po’ presa in giro.

E pensi a tutte le volte che tuo figlio entra in rete e, magari, digitando una parola di per sé innocua, arriva a visualizzare cose che non vorresti vedesse mai.

E, come se non bastasse, arriva il meraviglioso ripensamento di FB che non solo non cancella, ma  ammette pubblicamente i video in cui si vede, inequivocabilmente, qualcuno che taglia la testa a qualcun altro. L’importante è condannare il gesto, dicono loro…

Clamoroso il caso dei video dei Los Zetas (narcotrafficanti messicani, per chi non lo sapesse), postato su FB e visibile all’universo mondo. Una povera donna decapitata. Un’esecuzione agghiacciante. Credetemi sulla parola.

Una protesta internazionale si è sollevata a ottobre quando FB ha rifiutato di togliere il video.

David Cameron ha definito “Irresponsabile” il comportamento del social network che ha permesso di caricare questo video. Dopo qualche giorno, Facebook ha deciso di rimuoverlo (troppo il rumore che si era creato attorno a questo filmato).

Inutile sottolineare che, pur apparentemente cancellato, si può facilmente ritrovare e vedere.

Come anche il “meraviglioso” gruppo FB  dedicato a questi criminali.

Allora mi chiedo: come possiamo tutelarci? Come possiamo tutelare i minori da questa violenza?

Ho solo una certezza: le segnalazioni a Facebook sono inutili.

Non pensiate di risolvere il problema così: avrete risposte automatiche e prive di vere iniziative da parte dell’Amministratore del social.

Quindi: per reati, truffe o abusi sui social e su internet in generale dovete andare sul sito della Polizia Postale troverete in alto a destra la sezione che riguarda i reati telematici. Esiste anche il loro gruppo su FB .

Almeno abbiamo il dovere di provarci. E questo è l'unico modo per sperare di ottenere qualcosa.

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