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Facebook: ecco come gestire la pubblicità (anche quella indesiderata)

Il social network introduce (per il momento solo negli Stati Uniti) nuovi strumenti per regolare la qualità degli annunci pubblicitari e renderli più aderenti agli interessi degli utenti. Ecco come funzionano

– Credits: Spencer E Holtaway @Flickr

Creme per l’accrescimento di muscoli, calzature improbabili, residence (troppo) lussuosi. Diciamo la verità: finora il sistema automatico di inserimenti pubblicitari all’interno di Facebook non ha convinto gran che. Sarà capitato un po’ a tutti di trovarsi in bacheca banner decisamente incoerenti coi propri gusti e chiedersi perché mai Mark Zuckerberg e soci vogliano venderci prodotti e servizi dei quali non sentiamo alcun bisogno.

La colpa è, a quanto pare, di una piattaforma di advertising che ancora fatica a trovare una buona corrispondenza fra investimenti degli sponsor e profilazione degli utenti. Per questo motivo, lo staff di Menlo Park ha recentemente annunciato l’arrivo (si parte dagli Stati Uniti ma l’obiettivo è estendere la copertura a livello globale nei prossimi mesi) di una serie di nuove funzioni che promettono di migliorare il controllo sui messaggi pubblicitari che appaiono in bacheca, sia nelle versione desktop del servizio che in quella mobile. Si tratta di strumenti che ribadiscono una volta di più il mantra della cosiddetta pubblicità basata sugli interessi ma secondo uno schema più flessibile e soprattutto trasparente.

In questo articolo vi spieghiamo cosa sarà possibile fare per gestire, controllare, finanche cancellare la pubblicità targettizzata sul portale dell’amicizia.

GLI INTERESSI CONTANO
Per prima cosa è doveroso sottolineare una volta di più quali sono i criteri che regolano gli inserimenti pubblicitari all’interno di Facebook. Il portale dispone al suo interno di un algoritmo che registra le visite ai siti web, i like, l’utilizzo di applicazioni mobili e le attività di Facebook Connect (il sistema di login automatico a siti esterni basato sulle credenziali di Facebook). Ciò determina una serie di azioni a cascata sul piano pubblicitario: significa, banalmente, che cliccando Mi Piace sulla pagina di un brand che produce giocattoli per bambini sarà decisamente probabile che la nostra bacheca si popoli di peluche e oggetti affini.

FATE CAPIRE A FACEBOOK COSA VI PIACE DAVVERO
All'interno di Facebook c’è ora uno strumento - denominato Ad Preference - che mira a migliorare la correlazione fra pubblicità e gusti degli utenti. In pratica, cliccando sull’angolo destro di un banner apparirà un menu a tendina con quattro opzioni di scelta:

1. Non voglio più vederlo (cancellazione della singola pubblicità)
2. Nascondi tutti gli ads di questa società
3. Perché sto vedendo questa pubblicità?
4. Questo ad è stato utile

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La parte più interessante di questa nuova funzione sta ovviamente nella possibilità di comprendere quali sono le categorie di preferenze (generalmente basate su informazioni di tipo demografico, geografico e interessi) sulle quali Facebook veicola questa o quella pubblicità; ma soprattutto di modificare il quadro stilato in automatico dal social network spuntando manualmente le preferenze.

Facebook, dunque, continuerà a creare per ogni utente una profilazione di default basata su una serie di categorie (business, famiglia,enterteinment, ecc) e sottocategorie più dettagliate, ma utilizzando Ad Preference, l’utente potrà d’ora in poi intervenire su ciascuna di esse (in totale sono circa 200) accendendo o spegnendo l’interruttore.

COME ELIMINARE LA PUBBLICITÀ BASATA SUGLI INTERESSI
Chi non è in alcun modo interessato alla pubblicità targettizzata può in ogni caso utilizzare gli strumenti che Facebook mette a disposizione già da qualche tempo per effettuare il cosiddetto Opt Out dagli annunci di questo tipo.

È sufficiente cliccare sul link messo a disposizione dalla Digital Advertising Alliance , spuntare la casella col nome del fornitore del servizio (Facebook Inc in questo caso) e inviare la richiesta. Da quel momento in poi, il social network non sarà più autorizzato a inviare pubblicità basata sugli interessi (almeno per quello specifico browser).

 
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