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Facebook e le catene: di che libro sei?

Continuano le richieste sul social: dai test "scopri che animale sei” alle nomination "dimmi i tuoi 10 libri preferiti”. Ma cosa nascondono?

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Hand hold mobile device - tablet pc with application vector – Credits: iStock/Thinkstock

Quest'anno si è aperto all'insegna di "scopri che animale sei”, siamo passati poi a scoprire che personaggio dei fumetti sei, che tipo di donna/uomo sei, fino ad arrivare all'età mentale.

Ora siamo in fase letteraria: dimmi i tuoi 10 libri preferiti. Una domanda che ha coinvolto moltissimi utenti, corsi a stilare la loro classifica . E ora parte la catena dei giocatori preferiti 

Dunque, il social crea catene di continuo: ma vi siete chiesti il perché? 

Tutte le informazioni che scriviamo sono di proprietà di Facebook, che ne fa un uso commerciale, ovviamente. Ogni nostra inclinazione, gusto o propensione viene raccolta: e diventiamo un boccone ghiotto per le nuove frontiere della pubblicità che ritaglia offerte "su misura” per ogni utente.

Lo sapevate che gli annunci pubblicitari che appaiono a voi non sono gli stessi che escono ai vostri amici?

Facebook vi chiede di usare la vostra posizione, chiede l'autorizzazione per un numero di servizi elevato, conosce la vostra e-mail, il numero di telefono e il vostro nome, grado di studio e, come se non bastasse, gli interessi: in campo culturale, sportivo e culinario. 

Ormai il numero degli utenti sfiora cifre da capogiro: circa 180milioni. 

Ha fatto il giro del mondo l’articolo del Wall Street Journal dove venivano segnalate alcune applicazioni, utilizzabili su Facebook, che avrebbero raccolto gli ID identificativi degli utenti. Per poi inoltrarli a 25 società di pubblicità che tracciavano le attività degli utenti on line. Dopo questa denuncia FB aveva cambiato la normativa sulla privacy, facendo di fatto le stesse cose, ma avvertendo chiaramente l'utente che le avrebbe fatte. 

La normativa, infatti, che dovrebbe essere letta con attenzione da ogni utente di Facebook , elenca tutto quello che Facebook potrebbe fare con i dati inseriti: quelli obbligatori (nome, e-mail, sesso e data di nascita) e quelli facoltativi (gusti, amici, foto, video, professione).

Non solo, FB potrebbe anche tenere traccia delle azioni che vengono compiute sul social: dalla condivisione di un video, dai like messi su alcuni post. Sulla normativa si legge infatti: "....per esempio, se condividi un video, oltre a memorizzare l’effettivo contenuto che hai caricato, potremmo registrare il fatto che lo hai condiviso”.
Da qui, il passo a raccogliere informazioni attraverso test e catene è un attimo.

Quindi tutto molto chiaro, come chiaro è anche il fatto che se accettiamo di iscriverci niente sarà più privato.

Tra le parti da riguardare con attenzione sulla normativa, e che Facebook potrebbe usare, c'è la raccolta dei dati "sul browser che usi, su dove ti trovo e sull’indirizzo IP, nonché sulle pagine che visiti”; e può anche raccogliere “informazioni su di te da altri utenti”; e, cosa leggermente inquietante,  “se i tuoi amici si connettono a un’applicazione o sito web, questa entità sarà in grado di accedere al tuo nome, alla tua immagine del profilo, al sesso, all’ID utente e alle informazioni che hai condiviso con l’impostazione “tutti”. Potrà anche “inviare delle informazioni ai fornitori grazie ai quali mettiamo a disposizione degli utenti i nostri servizi”.
Insomma il vero Grande Fratello è tra noi.

Utente avvisato, mezzo salvato. O, forse, reso solo più cosciente.

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